Caos all’Ospedale Papardo: proteste per il cambio d’appalto, disservizi e rischi nei reparti

Tre ore di presidio, bandiere e slogan hanno animato ieri l’ingresso dell’Ospedale Papardo. Le lavoratrici e i lavoratori del servizio ausiliario hanno protestato contro gli effetti del recente cambio d’appalto, che secondo le organizzazioni sindacali ha comportato la mancata applicazione del contratto nazionale della sanità e il declassamento del personale a semplici addetti al facchinaggio.
La manifestazione, promossa da Filcams CGIL Messina, UILTrasporti Messina, FP CGIL Messina e FPL UIL Messina, ha messo in luce le conseguenze di una gestione che, denunciano i sindacati, ha già inciso sul funzionamento dell’ospedale e sulla qualità dell’assistenza ai pazienti.
Le testimonianze raccolte durante il presidio parlano di rallentamenti negli interventi urgenti, in particolare nella movimentazione dei pazienti verso le sale operatorie e nei trasferimenti tra reparti. In più casi, operatori non più riconosciuti come ausiliari sanitari hanno dovuto affrontare situazioni critiche senza la possibilità di intervenire direttamente, limitandosi a garantire la sicurezza e a richiedere l’intervento del personale infermieristico.
Sono stati segnalati anche episodi di disagio nei reparti post-operatori, con pazienti fragili trasportati in condizioni precarie, lunghe attese dovute alla mancanza di personale e difficoltà logistiche nella gestione di percorsi interni. In alcuni casi si sono verificate tensioni con i familiari, generando momenti di forte stress per il personale coinvolto.
Secondo le organizzazioni sindacali, il problema nasce da un capitolato tecnico inadeguato, che avrebbe trasformato un servizio ad alta specializzazione – come quello dell’ausiliarato ospedaliero – in una mera attività di facchinaggio, priva di formazione specifica e di competenze assistenziali. Un’impostazione che, oltre a svalutare il lavoro svolto, rischia di compromettere la qualità e la sicurezza del servizio reso ai pazienti.
I sindacati chiedono all’Azienda Ospedaliera Papardo la convocazione immediata di un tavolo di confronto per ristabilire l’applicazione del contratto della sanità e rivedere il modello organizzativo dell’appalto. In attesa di una risposta formale, non sono previste nuove iniziative di protesta, ma la mobilitazione rimane pronta a riprendere se non arriveranno segnali concreti di apertura.
La vertenza al Papardo si inserisce in un quadro più ampio di tensioni legate all’esternalizzazione dei servizi sanitari. Una tendenza che, in nome del contenimento dei costi, continua a ridisegnare confini e responsabilità, spesso a scapito della professionalità dei lavoratori e della qualità dell’assistenza.

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