Andrea Camilleri continua a parlarci.
Non più con le indagini di Montalbano, ma con la dolcezza di un nonno che affida alla nipote il suo testamento morale e umano.
“Ora dimmi di te – Lettera a Matilda” è il punto d’incontro tra memoria e vita, un racconto che diventa teatro e dialogo tra generazioni.
Promosso da Città Metropolitana e Città di Messina, il progetto è firmato da D’Arteventi, sotto la direzione di Daniela Ursino, con la riduzione teatrale di Gabriella Cacia e Luca Fiorino, che ne cura anche la regia.
Una produzione che unisce professionalità e sensibilità, capace di restituire il senso più autentico della scrittura di Camilleri: la curiosità come forma di libertà, la conoscenza come atto d’amore.
Sul palco, le voci della Libera Compagnia del Teatro per Sognare della Casa Circondariale di Messina si intrecciano con quelle delle studentesse universitarie del gruppo Liberi di Essere Liberi.
Un esperimento umano prima ancora che artistico, in cui il teatro diventa linguaggio di rinascita e strumento di consapevolezza.
Le musiche di Erika La Fauci accompagnano un percorso intimo e corale, dove la parola non si limita a raccontare ma trasforma, illumina, unisce.
Così Camilleri torna a vivere nella voce degli attori e negli occhi del pubblico, ricordandoci che ogni storia, se è sincera, ha il potere di educare alla verità.
“Ora dimmi di te” non è solo il titolo di un libro o di uno spettacolo.
È un invito.
A parlare, ad ascoltare, a non smettere mai di cercare.
“Ora dimmi di te – Lettera a Matilda”: Camilleri, la parola che resta
