La Messina del 1571 rivive nel film su Don Chisciotte

È un salto nel tempo quello che stamattina, al Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, ha riportato Messina dentro una delle pagine più affascinanti del Mediterraneo: l’arrivo in città della flotta reduce dalla battaglia di Lepanto e il passaggio di Miguel de Cervantes nel Grande Ospedale. Un pezzo di storia che oggi diventa cinema, ricerca e orgoglio cittadino grazie al backstage del nuovo Don Chisciotte firmato da Fabio Segatori, con Alessio Boni protagonista.
Un’anteprima che non mostra solo il “dietro le quinte”, ma la ricostruzione in grafica 3D di una Messina del 1571 vibrante, complessa, riconoscibile nei suoi profili antichi. Un lavoro che si avvale della consulenza dell’Assessorato alle Politiche Culturali e degli studi dell’architetto Luciano Giannone, che da anni indaga la topografia della città di fine Cinquecento restituendole una forma, un ordine e una memoria che troppo spesso abbiamo dimenticato di guardare.
Accanto al regista Segatori, presenti la co-sceneggiatrice e produttrice Paola Columba, la scenografa messinese Cinzia Muscolino e il produttore esecutivo per la parte messinese, Gigi Spedale: una squadra che ha trasformato la città in set, laboratorio e fonte di ispirazione. Responsabilità condivisa anche con il Comune di Messina, rappresentato oggi dall’amministrazione, che ha “accompagnato” un progetto capace di dare respiro nazionale alla storia locale, senza retorica e con un equilibrio narrativo che parla al grande pubblico.
La Messina che emerge dal backstage non è una semplice comparsa: è presenza viva. È il porto che accoglie, le strutture ospedaliere che salvano, le vie che raccontano un’epoca in cui la città era crocevia, rifugio, capitale sul mare. Ed è proprio questo il punto: il cinema riesce là dove spesso inciampiamo nella quotidianità. Rende visibile ciò che resta ai margini, restituisce un racconto comune, rialza lo sguardo.
Il film, che uscirà nelle sale nel 2026, porta con sé il contributo del Ministero della Cultura, delle Film Commission di Calabria e Basilicata e il patrocinio del Comune di Messina e della Marina Militare. Una rete ampia che dimostra quanto la città possa tornare protagonista quando mette insieme competenze, visione e fiducia nel proprio passato.
Oggi Messina si riscopre scena e protagonista, ma soprattutto si riscopre storia. Una storia che non viene imbalsamata, ma riattivata da un linguaggio, quello del cinema, che la rende di nuovo accessibile, emozionante e, soprattutto, condivisa.
Perché certe pagine, quando tornano alla luce, non parlano solo di ciò che siamo stati. Parlano anche di ciò che possiamo tornare a essere.

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