Non è solo una manifestazione gastronomica. È una dichiarazione collettiva, un richiamo alla responsabilità, alla scelta, alla cura. Si è tenuta a Palazzo dei Leoni la conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2025 di Mangia e Cambia, l’iniziativa ideata da Slow Food Messina e Messina Food Policy con la partecipazione di Slow Food Italia, che quest’anno porta un titolo forte e necessario: “Cibo pe(R)Esistere”.
Un tema che va dritto al cuore del nostro tempo: il cibo come diritto universale, come strumento di comunità, come atto civile capace di generare consapevolezza e dialogo.
Nel corso dell’incontro sono intervenuti il Sindaco metropolitano Federico Basile, il Presidente della Camera di Commercio Ivo Blandina e Nino Mostaccio, presidente di Slow Food Messina e anima dell’iniziativa, sottolineando il valore culturale e sociale di un progetto che attraversa il territorio e ne intercetta le urgenze più profonde.
Particolarmente significativo l’intervento di René Abu Rub, del Coordinamento Messina Palestina, che ha riportato il tema del cibo alla sua essenza più autentica: una lingua universale capace di superare confini e appartenenze, di raccontare identità, di creare legami, di trasformare un gesto quotidiano in ponte tra i popoli e le culture.
Cuore simbolico di questa visione sarà la Cena del Mondo, in programma sabato alla Camera di Commercio di Messina: non solo un momento conviviale, ma un’esperienza collettiva in cui i sapori diventano narrazione, memoria, ascolto. Un tavolo condiviso dove il cibo smette di essere solo materia e diventa parola comune, gesto concreto di incontro e umanità.
Dal 28 al 30 novembre, Messina si trasformerà così in un laboratorio diffuso di pensiero gastronomico e culturale, dove il cibo non sarà solo consumo, ma linguaggio, relazione, coscienza civile.
Perché Cibo pe(R)Esistere non è uno slogan: è una scelta. È un invito a resistere attraverso la cura. Ed è, oggi più che mai, un modo nuovo e profondamente umano, di stare insieme nel mondo.
Mangia e Cambia 2025: quando il cibo diventa atto civile, culturale e umano
