Andrea Camilleri apre un dialogo che attraversa il tempo: “Ora dimmi di te”

Non è solo un titolo. È una domanda diretta, limpida, quasi disarmante: Ora dimmi di te. Ed è da qui che ha preso vita lo spettacolo teatrale dedicato al Centenario di Andrea Camilleri, che e’ stato capace, stamane, di trasformare il Palacultura “Antonello da Messina” in un luogo di ascolto, memoria e coscienza.
L’iniziativa è stata organizzata dalla Città Metropolitana di Messina – Servizio Cultura, con la dirigente Annamaria Tripodo e il lavoro dell’Ufficio Eventi Culturali diretto da Nuccia Di Gennaro, che ha curato il coordinamento operativo e il raccordo tra le realtà coinvolte, in coorganizzazione con il Comune di Messina e l’Associazione D’Arteventi. Un gioco di squadra che dimostra come, quando le istituzioni dialogano con il mondo dell’arte, la cultura smette di essere evento e diventa esperienza.
In scena non solo un omaggio a Camilleri, ma un atto collettivo di restituzione: delle parole, delle storie, delle radici. Gli studenti, veri destinatari di questo appuntamento, sono stati chiamati non solo a guardare, ma a sentire. A riconoscersi, a riflettere, a interrogarsi. Perché il teatro, quando è autentico, non intrattiene: coinvolge. Non distrae: scuote.
Sotto la direzione di Luca Fiorino, con la riduzione teatrale firmata insieme a Gabriella Cacia, il progetto guidato da Daniela Ursino ha preso forma attraverso un intreccio di voci, corpi e coscienze. La collaborazione con Alessandra Mortelliti, le improvvisazioni musicali di Erika La Fauci e la presenza intensa de La Libera Compagnia del Teatro per Sognare della Casa Circondariale di Messina, insieme alle studentesse del progetto Liberi di Essere Liberi, ha offerto un messaggio chiaro: l’arte è un varco, non un confine.
Camilleri, ancora una volta, non racconta solo un’epoca. Racconta l’essere umano. Con ironia, con profondità, con quella capacità rara di affondare nella verità senza perdere mai la leggerezza del gesto narrativo. E oggi, a Messina, la sua voce e’ tornata a farsi ponte tra generazioni, testimonianza viva che la cultura non appartiene al passato: è presente che chiede futuro.

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