Messina, un anno in numeri e visione: la città che torna a occupare il proprio futuro

Fare il punto non è mai un esercizio neutro. È una scelta di metodo, di trasparenza, ma soprattutto di direzione. Nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, la conferenza stampa di fine anno dell’Amministrazione comunale diventa il racconto di una città che misura i risultati e, allo stesso tempo, rilancia la propria ambizione.
I numeri, prima di tutto. Dalle slide emerge un dato che sintetizza il cambio di passo: Messina passa dal 92° posto del 2018 al 14° nel 2024 nell’indice nazionale delle amministrazioni digitali. Un balzo che racconta più di mille parole la trasformazione della macchina amministrativa, sempre più orientata a servizi, efficienza e accessibilità.
Ma la fotografia dell’anno non si esaurisce nella dimensione digitale. Sul fronte ambientale, il 61% di raccolta differenziata viene indicato come base di partenza, non come traguardo, con l’obiettivo dichiarato di chiudere il 2026 con un incremento di 8 punti percentuali. Un segnale chiaro: la qualità della vita passa anche dalla capacità di rendere sostenibili i comportamenti quotidiani, ha dichiarato il sindaco Basile.
Il racconto si allarga poi agli spazi della città, quelli fisici e quelli sociali. Il sindaco Federico Basile, insieme alla Giunta, annuncia due operazioni dal forte valore simbolico e strategico: la restituzione alla città del plesso Don Bosco, e la riqualificazione dei padiglioni 7A e 7B della Fiera, 800 metri quadrati ciascuno, grazie alla collaborazione con Curia e Autorità Portuale. Non semplici recuperi edilizi, ma luoghi pensati per tornare a vivere, a produrre relazioni, idee e futuro. Spazi di co-working, contaminazione e comunità, destinati a studenti, professionisti, associazioni e start-up.
Sul versante del welfare, i dati parlano di un impegno costante: 70 nuclei familiari ricollocati, nuove progettualità per l’inclusione e un’attenzione crescente alla stabilità delle politiche sociali. Perché l’innovazione, se non è anche sociale, resta incompiuta.
Capitolo mobilità: ATM ripercorre un percorso di crescita che oggi appare strutturato, fatto di investimenti, risorse umane e riorganizzazione del servizio. Un tassello fondamentale nella costruzione di una città che prova a muoversi meglio, e insieme.
Non mancano gli interventi sul patrimonio pubblico e sull’edilizia residenziale, né le novità annunciate sul fronte degli immobili strategici, come l’acquisizione dell’ex INPS di via Romagnosi e il progetto di recupero della Dogana, simboli di una Messina che torna a riappropriarsi dei propri spazi.
È stato, come ha sottolineato Basile, «un anno intenso», segnato da riqualificazioni urbane, rilancio culturale e scelte che provano a lasciare un segno. Ma il dato forse più significativo non sta nei numeri, bensì nel metodo: ricordarsi da dove si è partiti per non perdere la rotta.
Messina guarda avanti così, senza proclami, ma con una traiettoria dichiarata: occupare il futuro con consapevolezza, trasformando la programmazione in realtà.

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