Anzianità come dono e risorsa: alla Chiesa Gesù e Maria delle Trombe un confronto sul valore delle stagioni della vita

Si è svolto ieri, presso la Chiesa Gesù e Maria delle Trombe, un nuovo appuntamento del ciclo di incontri “Caro Gesù Bambino – Dialoghi su fede, vita, società”, percorso di approfondimento dedicato ai grandi temi dell’esistenza alla luce della fede cristiana.
L’incontro, intitolato “Le stagioni della vita: la maturità, l’anzianità come dono”, ha offerto un momento di riflessione sul significato del tempo che passa, sulla ricchezza dell’esperienza e sul ruolo degli adulti e degli anziani nella società e nella comunità ecclesiale. A guidare il dialogo è stato don Gianni Russo, che ha proposto spunti di meditazione e confronto, favorendo una partecipazione attenta e coinvolta.
Al centro dell’approfondimento, la condizione degli anziani nel contesto contemporaneo. L’aumento dell’aspettativa di vita e il calo della natalità stanno determinando una crescita costante della popolazione anziana, con importanti ricadute sociali ed economiche. In una cultura orientata all’efficienza e alla produttività, il rischio è quello di considerare la vecchiaia un peso.
Papa Francesco ha più volte denunciato questa mentalità definendola “cultura dello scarto”, una logica che emargina chi è fragile e non più produttivo. Un concetto che richiama anche la riflessione del sociologo Zygmunt Bauman sulle “vite di scarto”, ossia su quelle esistenze che la società tende a ritenere superflue. In questo scenario, la solitudine e la perdita di riconoscimento rappresentano tra le ferite più profonde vissute da molti anziani, mendicanti di affettività.
Accanto alle criticità, l’incontro ha evidenziato il valore positivo dell’anzianità, intesa come tempo di memoria, saggezza e gratuità. Una stagione feconda, nella quale maturano spiritualità e fiducia, e in cui gli anziani diventano custodi di esperienza e trasmettitori di valori.
In questa prospettiva si inserisce anche il richiamo di Papa Leone all’alleanza intergenerazionale, indicata come via necessaria per il futuro della Chiesa e della società: se la fragilità degli anziani necessita della forza dei giovani, l’inesperienza giovanile ha bisogno della sapienza degli anziani.
L’appuntamento, aperto a tutti, si è rivelato un momento significativo per guardare alla maturità e all’anzianità non come a un declino, ma come a stagioni feconde della vita.
Il pomeriggio si è concluso con una preghiera di ringraziamento per il dono della vita, affidando al Signore il tempo presente con serenità e speranza.

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