Messina ricorda Francesco d’Assisi: alla Chiesa dei Catalani il primo incontro del ciclo dell’Archeoclub

Con l’evento inaugurale del ciclo di conferenze promosso da Archeoclub d’Italia Area Integrata dello Stretto, ha preso avvio, il 4 marzo alla Chiesa dei Catalani, un viaggio nella spiritualità, nella storia e nell’eredità culturale di Francesco d’Assisi L’iniziativa è stata organizzata nell’anno dell’ottocentenario del Beato Transito del Santo di Assisi e ha segnato l’inizio di un percorso culturale articolato in sette appuntamenti che accompagneranno il pubblico fino al prossimo ottobre.

L’incontro si è svolto alla presenza di studiosi, rappresentanti delle istituzioni e di un pubblico partecipe, riuniti per riflettere sul Santo Patrono d’Italia che continua a parlare al mondo contemporaneo. Francesco che, secondo la tradizione, da ricco scelse la povertà, da potente l’umiltà e da grande la piccolezza, ha lasciato infatti una testimonianza spirituale capace di attraversare i secoli. La sua vita, consumata nell’imitazione di Cristo povero e crocifisso, ha rappresentato un modello di fede, di amore per il creato e di fraternità universale.

Ad aprire l’incontro sono stati i saluti della presidente dell’Archeoclub Area Integrata dello Stretto, dott.ssa Rosanna Trovato, che ha sottolineato il valore culturale e spirituale dell’iniziativa. L’introduzione è stata affidata al Vescovo Ausiliare Mons. Cesare Di Pietro, il quale ha ricordato ai presenti che Papa Leone XIV ha indetto uno speciale Anno Giubilare di San Francesco, dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027 offrendo ai fedeli un tempo di grazia per riscoprire il Vangelo attraverso la pace, il perdono e la cura del creato. I lavori sono stati coordinati da Mons. Roberto Romeo.

I tre relatori hanno offerto al pubblico prospettive diverse ma complementari sulla figura del Santo e su francescanesimo.

Frà Arturo Milici ha presentato una riflessione dal titolo “Frate Francesco: una vita fatta profezia”, mettendo in evidenza come l’esistenza del Santo sia stata una testimonianza radicale del Vangelo, capace di parlare non solo al suo tempo ma anche alla società contemporanea.

Francesco visse in un periodo di grande cambiamento: tra XII e XIII secolo, ha ricordato Frà Arturo, il sistema feudale entrava in crisi mentre nelle città italiane nascevano i comuni, guidati da mercanti e artigiani. In questo nuovo contesto urbano e sociale si svilupparono anche movimenti religiosi che cercavano un ritorno alla semplicità evangelica, come quello francescano.

Nel 1209 fondò l’Ordine dei Frati Minori, approvato da Papa Innocenzo III, diffondendo un ideale di vita basato su povertà, fraternità e semplicità.

Il dott. Giovanni Di Bella, ha invece ricostruito la diffusione dell’esperienza francescana oltre Assisi. Nel suo intervento ha mostrato come l’esempio di Francesco abbia superato rapidamente i confini umbri, influenzando comunità e territori in Italia e oltre le Alpi, dando vita a un movimento spirituale e culturale di portata internazionale.

Il prof. Luciano Catalioto ha infine portato l’attenzione sulla Sicilia medievale con la relazione “Un francescano in Sicilia in età sveva: Antonio da Padova, ‘vescovo di Francesco”. Il suo intervento ha messo in luce le connessioni tra il francescanesimo e il contesto storico dell’isola, approfondendo il ruolo di Antonio di Padova nel diffondere il messaggio del Santo di Assisi.

Il ciclo di incontri proseguirà nei prossimi mesi affrontando molteplici aspetti della figura di Francesco: il riparatore della Chiesa, il padre dei Frati Minori, delle Povere Dame e del Terz’Ordine laico, ma anche il Francesco “ecologista”, poeta e ispiratore di artisti e pensatori.

Particolare attenzione sarà dedicata anche all’eredità materiale del francescanesimo nel territorio messinese, con approfondimenti sugli edifici monumentali e sui luoghi che testimoniano la presenza dei frati nella storia locale.

Il programma, sostenuto dalla Curia Arcivescovile, dalla Soprintendenza ai Beni Culturali, dal Dipartimento DICAM dell’Università di Messina, UCSI Sicilia, dalla Città Metropolitana e dall’Autorità del Sistema Portuale dello Stretto, si concluderà in ottobre con un concerto d’organo nel Duomo di Messina.

Un percorso culturale e spirituale che, attraverso storia, arte e riflessione, intende raccontare ancora una volta l’attualità del messaggio di Francesco: un invito alla semplicità, alla pace e al rispetto del creato.

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