Si è tenuto stamattina presso la sede OPI di Palazzo Visconti un incontro dedicato alla tematica della crisi infermieristica che sta colpendo tutto il paese. Durante la conferenza moderata dall’avvocato Silvana Paratore, legale esperto di politiche sociali, a cui hanno partecipato hanno partecipato il Tesoriere dell’ Ordine Santi Barbaro, il segretario Carmelo Giovanni Caminiti ed il Vicepresidente Opi Salvatore Finocchio, sono stati trattati diversi temi. Antonino Trino, Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Messina, ha innanzitutto sottolineato la necessità di contestualizzare il momento storico in cui viviamo. La professione sta perdendo di attrattività per i giovani, soprattutto a causa di una retribuzione ritenuta troppo bassa se paragonata all’impegno richiesto: “Non è cambiato l’inquadramento contrattuale e, nel frattempo, gli infermieri hanno dovuto continuare a garantire anche attività di assistenza domestico-alberghiera”. Secondo Trino in tutta la provincia di Messina sono oltre 5000 infermieri, che però hanno una prospettiva di crescita molto limitata: “nel pubblico impiego si contano soltanto sei dirigenti delle professioni infermieristiche, di cui uno direttore di struttura complessa, e un numero molto limitato di titolari di funzione. Secondo lo stesso Presidente, l’istituzione della figura dell’assistente infermiere e le nuove lauree non rappresentano automaticamente la soluzione alla crisi della professione: “Stiamo chiedendo agli infermieri un ulteriore sforzo formativo senza offrire certezze reali di crescita economica o di carriera”, ha osservato. Nel corso dell’incontro è stato richiamato anche il nuovo Codice Deontologico delle Professioni Infermieristiche, entrato in vigore il 22 marzo 2025, che aggiorna principi etici e responsabilità della professione rispetto alle sfide della sanità contemporanea.
Il nuovo codice affronta anche temi emergenti come l’uso etico dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali, la tutela della privacy dei pazienti, l’obbligo di formazione continua e la sostenibilità ambientale secondo l’approccio “One Health”.
La riflessione si è estesa anche all’evoluzione del sistema sanitario regionale. Secondo Trino, il Servizio sanitario sta finalmente orientandosi verso una dimensione territoriale e di prossimità, con il rafforzamento dell’assistenza domiciliare e la creazione di nuove strutture come Case di Comunità e Ospedali di Comunità: “Case e ospedali di comunità funzioneranno solo se saranno riempiti di professionisti competenti, motivati e in numero adeguato”.
Un altro dei temi principali affrontati è stato l’aumento delle patologie croniche, infatti, impone un modello assistenziale più integrato e vicino ai cittadini: “La cronicità sta diventando la sfida principale della sanità moderna – ha spiegato Trino – e non possiamo affrontarla senza un reale coordinamento tra tutti gli attori del sistema”.
In conclusione, il presidente dell’Ordine ha ribadito che gli infermieri sono pronti ad affrontare le nuove sfide del sistema sanitario, ma solo a condizione che alle promesse seguano scelte concrete: “La mia generazione ha creduto nel messaggio “formati per crescere”. Oggi i giovani sono più informati e osservano una realtà fatta di responsabilità crescenti, retribuzioni limitate e poche prospettive di carriera. Se non cambierà qualcosa, la crisi rischia di aggravarsi”.
La figura dell’Infermiere, nonostante oggi sia sempre più qualificata e richieda un impegno notevole, è spesso messa in secondo piano, in primis dalle Istituzioni. L’incontro odierno è stata un’occasione di dialogo costruttivo tra professionisti, Sistema Sanitario ed Istituzioni, con l’obiettivo finale di fornire la dignità che merita ad una delle professioni più sottovalutate nel contesto attuale.
