All’interno della 69° Stagione Concertistica dell’Associazione Musicale “Vincenzo Bellini” di Messina è stato proposto il concerto “POLEMOS” – Il conflitto tra musica, cinema, filosofia”, tenuto al Palacultura “Antonello” di Messina, che ha registrato il pieno apprezzamento del numeroso pubblico presente in sala.
Nel corso dell’evento, ideato ed organizzato dal musicologo e filosofo Cesare Natoli, si è offerto un percorso musicale che ha riguardato l’esibizione di famose musiche scritte per il cinema inerente il termine greco “pólemos”.
L’Orchestra Sinfonica Giovanile di Messina, diretta dal Maestro Nazzareno De Benedetto, accompagnata dalla voce narrante di Cesare Natoli, che con il pianoforte ha elargito delle apprezzate note, ha proposto un ricco cartellone rappresentato da famosi pezzi, quali “The Battle” (da Gladiator) di Hans Zimmer, “Theme From Schindler’s List” di John Williams, “The heart asks pleasure first” (da The Piano) di Michael Nyman, “For the love of a princess” (da Braveheart) di James Horner, “Eneide Libro II – Ouverture” di Giovanni Puliafito, “Poverty” (da C’era una volta in America) di Ennio Morricone, “Musica Ricercata N. 2” (da Eyes Wide Shut) di György Ligeti, “Pavane pour une infante défunte” di Maurice Ravel, “Walzer N. 2, Dalla Jazz Suite” (da Eyes Wide Shut) di Dmitrij Shostakovich. Le trascrizioni dei brani e la consulenza musicale sono state curate da Giovanni Puliafito.
Cesare Natoli, durante gli interventi, ha puntualizzato il significato del vocabolo greco “pólemos”, che indica una guerra, un conflitto una battaglia e che nella ponderazione di Eraclito riveste un’accezione più intensa: “Il conflitto come principio originario e tensione che genera e trasforma tutte le cose”. Sotto la dimensione filosofica, il termine “pólemos” non rappresenta un evento esterno, bensì un elemento insito dell’essere umano.
I brani rappresentati dall’orchestra, accompagnati dal pianoforte, hanno declinato le guerre e gli eventi narrati. La musicalità è stata arricchita dalla proiezione di immagini eloquenti.
Le note musicali sono state un invito a comprendere un conflitto, metabolizzandolo nell’essere umano. L’orchestra, dunque, ha sapientemente musicato, con note appropriate, le immagini dei diversi filmati proiettati. Il pubblico in sala, con una standing ovation, ha voluto esprimere la piena soddisfazione della rappresentazione musicale.
Il Presidente dell’Associazione Musicale “Vincenzo Bellini”, Giuseppe Ramirez, ha voluto sottolineare che <La musica ha espresso un preciso pensiero; ci ha fatto riflettere su un fondamentale archetipo umano, quello del conflitto, e ha suggerito e rappresentato, emozionandoci, alcuni momenti di rovinosa caduta – la guerra – e altri di esili quanto umanissime speranze di risorgimento – la pace. Grande è il merito di Cesare Natoli, che ha ideato, organizzato e realizzato il progetto artistico, così come vanno tessute le lodi di Nazareno De Benedetto, che ha magistralmente diretto un’orchestra formata da giovani e giovanissimi musicisti, che lui ha istruito e guidato con passione, dedizione e amore. Non inferiori sono i meriti di Giovanni Puliafito, autore di uno dei brani eseguiti e perfetto arrangiatore di quasi tutti gli altri. Ma al di là delle mie parole, restano soprattutto l’attenzione, la commossa partecipazione e gli applausi fragorosi e insistiti del pubblico, sia nella matinée (alla quale hanno partecipato alunni della scuola media “Manzoni/Dina e Clarenza” e dei Licei “Maurolico”, “La Farina/Basile”, “Ainis”), sia nella pomeridiana inserita nella stagione concertistica della Bellini. Desidero sottolineare i complimenti che mi hanno fatto moltissimi abbonati, un pubblico non sempre ‘facile’ e molto competente, che ha perfettamente colto il messaggio e calorosamente apprezzato il valore etico e artistico della proposta>.
Al termine del concerto sono state poste al musicologo e filosofo Cesare Natoli alcune domande, di seguito riportate.
Com’è nata l’idea di realizzare l’Opera “Pólemos”?
“L’idea è nata proprio dal constatare come la parte distruttiva e violenta del Polemos sia ultimamente tornata prepotentemente e pericolosamente in auge. Ho creduto fosse allora importante impegnarsi in un progetto che denunciasse questa situazione e di farlo attraverso la musica, il cinema e la filosofia, che sono miei abituali e quotidiani compagni di viaggio. Ho avuto poi la fortuna di avere collaboratori eccellenti come Nazzareno de Benedetto, Giovanni Puliafito, Giuseppe Ramires e i ragazzi dell’orchestra Sinfonica Giovanile di Messina”.
Il termine ”Pólemos” può essere considerato di attualità, anche alla luce degli attuali scenari internazionali?
“Sul piano ontologico, direbbero i filosofi, lo è sempre stato e sempre lo sarà. Il conflitto, l’opposizione, lo scontro dialettico fanno parte delle realtà e dell’essere umano. Tuttavia, il compito dell’uomo è quello di integrare il Polemos; di integrarlo, di limitarne gli effetti violenti e di volgerlo verso fini superiori. In questo senso, purtroppo, gli scenari internazionali sembrano andare verso altre e più pericolose direzioni”.
Si è pensato di far conoscere l’Opera “Pólemos” in altre città, magari organizzando un tour che porti l’Opera nei teatri italiani?
“Sicuramente è nostra intenzione portare avanti il progetto anche fuori dalle mura del Palacultura, dove abbiamo vissuto due eventi straordinari (quello in trattazione ed il matinée rivolto agli studenti). Lo proporremo sicuramente anche in altri contesti”.
Dopo aver realizzato il connubio tra musica, cinema e filosofia, si è pensato di allargare la tematica trattando il rapporto tra musica, economia e filosofia?
“Devo dire che l’economia non è una cosa che rientra tra le mie corde preferite. Tuttavia, non è escluso che anch’essa, in futuro, possa rientrare tra i miei interessi, ma sempre legata ad un’analisi di tipo filosofico-politica o sociologica. Ecco, in questo senso, potrei pensarci seriamente”.
L’auspicio è quello che altre simili iniziative socio-culturali di spessore, interamente prodotte in loco, possano ben presto essere fatte conoscere al pubblico della Città di Messina, per poter essere in un momento successivo portate alla conoscenza anche di altre realtà regionali e nazionali.
Il concerto “POLEMOS” tenuto al Palacultura di Messina è stato caratterizzato da una standing ovation
