La Chiesa messinese ha vissuto questa mattina uno dei momenti più intensi degli ultimi anni con l’annuncio ufficiale della nomina di Cesare Di Pietro a nuovo vescovo della diocesi di Locri-Gerace.
Alle 12 in punto, in contemporanea con il Bollettino della Sala Stampa Vaticana, l’arcivescovo di Messina mons. Giovanni Accolla ha comunicato la decisione di Papa Leone XIV nel Duomo gremito di sacerdoti, seminaristi, consacrati, fedeli e autorità civili. Presenti anche i familiari del nuovo presule e una rappresentanza proveniente dalla Calabria.
Un annuncio accolto da un lungo applauso e coinciso, come ha ricordato lo stesso mons. Di Pietro, con «il ruggito del leone della nostra Cattedrale», il tradizionale suono del Campanone del Duomo che ha accompagnato il momento ufficiale della nomina.
Nel suo intervento mons. Accolla ha richiamato il significato spirituale della vigilia di Pentecoste, soffermandosi sui doni dello Spirito Santo e sul valore dei carismi nella vita della Chiesa. Poi, rivolgendosi al nuovo vescovo, ha pronunciato parole cariche di affetto e riconoscenza: «Grazie per essermi stato accanto con molta prudenza di fronte alle mie imprudenze», definendolo infine «un figlio così buono, obbediente».
Profondamente commosso mons. Di Pietro, che si è affidato alla comunità con parole semplici e intense: «Con prontezza e disponibilità lascio una Chiesa madre e accolgo una Chiesa sposa».
Il nuovo vescovo di Locri-Gerace ha quindi ringraziato Papa Leone XIV «per la fiducia accordata» e mons. Accolla, definendolo un padre soprattutto nei momenti più difficili della sua vita personale: «Quando sette anni fa la mia nipotina è volata in cielo, lei mi è stato accanto». Un passaggio che ha toccato profondamente i presenti e durante il quale il presule si è visibilmente commosso.
«Assumo questo ministero con totale abbandono in Dio», ha aggiunto rivolgendosi a sacerdoti, diaconi, seminaristi, consacrati e fedeli, riconoscendo con umiltà «tante lacune e tanti limiti umani».
Tra i passaggi più significativi anche quello dedicato al senso della comunità ecclesiale: «Dove c’è Chiesa c’è casa e io mi spenderò con tutte le mie forze».
Non sono mancati riferimenti al legame spirituale tra le due diocesi. «Si tratta di una Chiesa con tanta devozione mariana e io vengo dalla città mariana», ha detto richiamando il profondo culto messinese per la Madonna della Lettera. E con una battuta che ha strappato sorrisi ai presenti ha aggiunto: «Troverò anche lì un buon pesce stocco a ghiotta».
La celebrazione si è conclusa con un’invocazione intensa: «Ave Regina, salva Messina e salva anche Locri affinché io la possa accompagnare». Poi il saluto finale rivolto ai fedeli: «Siate certi che nel mio cuore ci sarete tutti».
L’ingresso ufficiale nella diocesi di Locri-Gerace è previsto nelle prossime settimane, tra giugno e la prima metà di luglio.
