Ha preso il via nella sede dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Messina il corso teorico-pratico dedicato alla riabilitazione visiva nell’ipovisione. Un momento di formazione che ha riunito ortottisti, studenti del corso di laurea in Ortottica e professionisti del settore per approfondire strategie, ausili ottici e nuovi approcci nella presa in carico delle persone ipovedenti.
Ad aprire i lavori è stata la dottoressa Maria Briguglio, oculista dell’UICI Messina e responsabile scientifica del corso, che ha illustrato finalità e obiettivi dell’iniziativa, evidenziando il valore della formazione continua e dell’aggiornamento professionale in un ambito in continua evoluzione.
A portare il saluto dell’associazione è stato Costantino Mollica, presidente della sezione territoriale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Messina, che ha ribadito l’impegno dell’UICI nel promuovere occasioni di crescita professionale e di confronto tra gli operatori.
Nel corso degli interventi, la dottoressa Simona Ceraolo, psicologa dell’UICI Messina, ha richiamato l’attenzione sulla centralità della persona. «La persona non coincide con la patologia», ha affermato, sottolineando come una riabilitazione sia realmente efficace solo quando tutte le figure professionali lavorano insieme. «Un solo professionista non basta. Al centro della patologia c’è sempre la persona». Un approccio che punta a diffondere una cultura condivisa, capace di andare oltre l’aula e tradursi nella pratica quotidiana.
Il contributo scientifico è stato affidato anche al dottor Federico Bartolomei, ortottista dell’Istituto Francesco Cavazza di Bologna, realtà di riferimento nazionale nel campo della riabilitazione visiva. «Anche per me partecipare a un corso come questo significa fare rete», ha spiegato. «L’obiettivo è costruire un percorso sempre più condiviso nella presa in carico del paziente a livello nazionale. Ogni realtà locale rappresenta una ricchezza: il confronto permette di trovare punti in comune, creare nuovi stimoli e condividere esperienze».
Più che un momento di aggiornamento tecnico, il corso si propone come un’occasione per consolidare una rete di competenze, favorire il dialogo tra professionalità diverse e diffondere un approccio alla riabilitazione che metta sempre al centro la persona e i suoi bisogni.
