L’atmosfera senza tempo del Monte di Pietà di Messina ha fatto da cornice, nella serata di sabato 4 luglio, a uno degli appuntamenti più attesi e suggestivi dell’estate musicale dello Stretto. Sul palco, protagonista assoluto, il chitarrista siciliano Francesco Buzzurro, che ha letteralmente stregato il pubblico con il suo acclamato recital “Solo con Django”.
L’evento – inserito nel cartellone della seconda edizione di “Musica in Estate 2026”, la rassegna curata dalla Filarmonica Laudamo in stretta collaborazione con la Fondazione Messina per la Cultura e la Fondazione Bonino Pulejo – ha registrato una straordinaria partecipazione. A dare il via alla serata è stato il Direttore Artistico Antonino Cicero, che ha aperto l’evento con un momento di profonda commozione: Cicero ha infatti voluto dedicare l’intero concerto alla memoria di Giulia Scimone, la giovane vittima del tragico incidente stradale i cui funerali si erano tenuti proprio quel pomeriggio. Un tributo doveroso che ha unito la platea in un caloroso e sentito applauso, prima di lasciare spazio alla grande musica.
Il concerto ha preso le mosse dall’omonimo e fortunato progetto discografico di Buzzurro, un tributo intimo e visionario al leggendario caposcuola del jazz manouche, Django Reinhardt. Ma laddove la tradizione gipsy jazz esige il supporto di contrabbassi, violini e chitarre ritmiche (la celebre pompe), Buzzurro ha compiuto una vera e propria magia solitaria. Attraverso una tecnica fingerstyle monumentale e raffinatissima, appresa in anni di rigorosa formazione classica e applicata all’improvvisazione jazz, il musicista ha trasformato la sua sei corde in una vera e propria orchestra in miniatura: linee di basso, armonie intrecciate, percussioni sulla cassa e fraseggi fulminei sono fluiti simultaneamente dalle sue dita, lasciando la platea a bocca aperta.
Il programma della serata, fedele alla scaletta ufficiale dell’evento, ha offerto un percorso d’ascolto eclettico e di straordinaria intensità. Accanto ai capolavori di Django Reinhardt – come le celebri Nuages, Montagne S. Genevieve, Blues en Mineur e Manoir des mes Rêves – Buzzurro ha regalato al pubblico reinterpretazioni originali di pietre miliari firmate da altri giganti della musica internazionale: da Tiger Rag di Nick La Rocca a Caravan di Duke Ellington, passando per il tradizionale russo Ochi Chernye, Clair de lune di Joseph Kosma, l’evocativa Nature Boy di Eden Ahbez e la travolgente Sweet Georgia Brown. Non sono mancati, inoltre, brani di sua composizione come Song for Django e Tarantella Swing, capaci di fondere la solarità e i colori della tradizione siciliana e mediterranea con le geometrie del jazz contemporaneo.
A coronamento di un’esibizione magistrale, prima dei saluti finali, Buzzurro ha voluto regalare un ultimo momento di pura poesia: l’esecuzione di Historia de un amor. Reinterpretato con il suo tocco inconfondibile, il celebre brano ha rappresentato la perfetta e toccante conclusione di un viaggio musicale ad altissimo tasso emotivo.
Definito dal compianto maestro Ennio Morricone come «tra i più grandi al mondo perché capace di rendere fruibile a tutti la musica colta», Francesco Buzzurro ha confermato i motivi per cui la critica internazionale lo osanna. Già eletto “miglior chitarrista jazz” dai lettori di Guitar Player Magazine e “miglior chitarrista europeo” alla Borsa Internazionale della Cultura di Friburgo, l’artista ha saputo unire una tecnica trascendentale a un’empatia e a una comunicatività rare, dialogando continuamente con il pubblico tra un brano e l’altro.
A suggellare il trionfo della serata è stato nuovamente il Direttore Artistico Antonino Cicero, che ha chiuso ufficialmente l’evento sul palco tra gli applausi scroscianti, ringraziando l’artista per lo straordinario spessore dell’esibizione e rinnovando il legame profondo tra la musica della Filarmonica e la comunità messinese.
