“Una storia di fede lunga 500 anni”: presentato il programma del Centenario della Rinascita della Vara

Cinque secoli di fede, un secolo dalla rinascita. Messina si prepara a vivere il Centenario della Rinascita della Vara (1926-2026), il cui programma è stato presentato questa mattina nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca. Un calendario di appuntamenti che intreccia memoria, cultura e spiritualità, con l’obiettivo di riportare cittadini e nuove generazioni al cuore di una delle tradizioni più rappresentative della città.
Tra gli interventi, quello del sindaco Federico Basile, che ha sottolineato il valore del Centenario come momento di memoria collettiva e di rilancio dell’identità cittadina. Un anniversario che ricorda la rinascita della Vara dopo gli anni più difficili della storia di Messina e che rappresenta oggi un’occasione per far conoscere questa tradizione anche oltre i confini cittadini, valorizzandola come patrimonio della comunità.
L’assessora regionale al Turismo, Sport e Spettacolo Elvira Amata ha invece posto l’accento sul valore che la Vara riveste per l’intera Sicilia. Il Centenario rappresenta un’importante occasione per promuovere una delle manifestazioni religiose più significative dell’Isola, capace di coniugare fede, cultura e tradizione e di affermarsi come un importante attrattore turistico e culturale.
Ampio spazio è stato dedicato all’intervento dell’assessore alla Cultura Enzo Caruso, che ha ripercorso il significato storico della ricorrenza. La rinascita della Vara nel 1926, ha ricordato, non fu determinata soltanto dal terremoto del 1908. A ritardarne il ritorno contribuirono anche le vicende belliche che interessarono quegli anni, rendendo ancora più significativo quel momento che oggi viene celebrato a cento anni di distanza.
«La Vara è una storia di fede lunga cinquecento anni, ma anche una storia di cultura». È questo il concetto che ha accompagnato il suo intervento. Una manifestazione che costituisce un autentico percorso di fede e cultura, reso possibile dalla sinergia tra istituzioni civili e religiose e pensato per essere vissuto non soltanto il giorno della processione, ma durante tutto l’anno.
Per questo il programma del Centenario prevede anche la possibilità di ammirare da vicino alcuni degli elementi più preziosi dell’antico Carro Votivo. Nella Cripta del Duomo sono esposti il Cristo, la Vergine Assunta e i medaglioni della Vara, mentre nell’androne di Palazzo Zanca trovano posto il Sole e la Luna. Una scelta che nasce dalla volontà di avvicinare i cittadini e soprattutto le nuove generazioni a un patrimonio che, spesso, è stato tramandato attraverso i racconti delle famiglie, offrendo loro la possibilità di scoprirne da vicino il valore artistico, storico e devozionale.
Particolarmente forte il messaggio lanciato da Caruso sul tema della sicurezza. La Vara, ha ricordato, richiama ogni anno migliaia di persone e proprio per questo richiede responsabilità da parte di tutti. Non basta un’organizzazione efficiente se ciascun partecipante non fa la propria parte. L’invito è stato quello di vivere la processione con rispetto e consapevolezza, evitando comportamenti che possano rallentare il cammino del Carro Votivo o mettere a rischio l’incolumità delle persone. La devozione, ha sottolineato, deve andare di pari passo con il rispetto delle regole: custodire la Vara significa anche contribuire, con il proprio comportamento, alla sicurezza degli altri.
Sul valore spirituale della Vara si è soffermato monsignor Roberto Romeo, che ha ricordato come la storica macchina votiva rappresenti prima di tutto un cammino di fede. Una devozione che attraversa cinque secoli e continua a unire la comunità messinese nel segno della Madonna Assunta, trasmettendo un messaggio di speranza, comunione e appartenenza che continua a parlare anche alle nuove generazioni.
Il programma dell’Agosto Messinese 2026 accompagnerà la città fino al 15 agosto con appuntamenti religiosi, culturali, artistici, folkloristici e sportivi. Un cartellone ricco di eventi che, nel Centenario della Rinascita della Vara, punta a raccontare non soltanto una tradizione, ma una storia che da cinque secoli rappresenta il cuore dell’identità messinese.

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