AllInParty 2026, a Milazzo lo sport che unisce e cambia lo sguardo

 

Per tre giorni Milazzo non sarà soltanto la città dello sport. Sarà la città dell’incontro. Quello autentico, capace di abbattere barriere e pregiudizi, dove la disabilità non rappresenta un limite ma un’opportunità per riscoprire il valore della condivisione.

È questo lo spirito di AllInParty 2026, il Festival dello Sport Inclusivo, in programma dal 31 luglio al 2 agosto, presentato questa mattina a Palazzo D’Amico. Al tavolo dei relatori il presidente di Mediterranea Eventi Alfredo Finanze, l’assessore allo Sport del Comune di Milazzo Santi Saraò, il presidente del Movimento Sportivi Milazzesi Gianluca Venuti e Andrea Augimeri, presidente e atleta della Real Contesse Messina.

L’iniziativa è organizzata da Mediterranea Eventi, AISM Sicilia e Triptop, con la collaborazione del Movimento Sportivi Milazzesi e del Fair Play Comitato Nazionale Italiano. Il Festival gode inoltre del patrocinio del Comitato Italiano Paralimpico Sicilia, della Città Metropolitana di Messina, del Comune di Milazzo, dell’Università degli Studi di Messina e del Dipartimento regionale della Protezione Civile, insieme al sostegno di numerosi partner pubblici e privati.

La sesta edizione si presenta con un format rinnovato e numeri importanti: 58 associazioni coinvolte, oltre 20 discipline sportive e una rete sempre più ampia di istituzioni, federazioni, scuole, università e realtà del volontariato che hanno scelto di condividere un progetto diventato un punto di riferimento nel panorama dello sport inclusivo.

Ad aprire la manifestazione, venerdì 31 luglio, sarà una serata nel cuore di Milazzo dedicata alle testimonianze degli ambasciatori di AllInParty. Storie di sport, ma soprattutto di vita, che quest’anno usciranno dagli spazi raccolti delle precedenti edizioni per essere condivise con tutta la città.

Sabato e domenica il Festival entrerà nel vivo con decine di attività aperte a persone con e senza disabilità. Basket e padel in carrozzina, calcio per non vedenti, danza, tennis, attività acquatiche e numerose altre discipline offriranno al pubblico la possibilità non soltanto di assistere, ma anche di partecipare. Tra le novità di questa edizione la presenza di quattro componenti della Nazionale italiana di calcio a 5 per non vedenti, che coinvolgeranno i partecipanti in un’esperienza diretta della disciplina, e la presentazione di un nuovo progetto dedicato al golf inclusivo, frutto di un percorso sviluppato negli ultimi mesi insieme ai partner del territorio.

Più volte, nel corso della conferenza, è stato ribadito il valore della collaborazione tra istituzioni, associazioni e mondo dello sport. Un concetto rilanciato dal presidente del Movimento Sportivi Milazzesi Gianluca Venuti, che ha ricordato come fare rete sia la chiave per costruire una cultura dell’inclusione capace di andare oltre i tre giorni della manifestazione.

Tra gli interventi più intensi quello di Andrea Augimeri, presidente e atleta della Real Contesse Messina. La sua non è stata soltanto la testimonianza di un atleta, ma il racconto di come lo sport possa diventare una straordinaria espressione di forza, coraggio e determinazione. Un intervento autentico, capace di ricordare che dietro ogni traguardo non ci sono soltanto allenamenti e medaglie, ma la volontà di superare i propri limiti e di trasformare ogni difficoltà in una possibilità. È la dimostrazione che l’inclusione non è assistenzialismo, ma l’opportunità di mettere ogni persona nelle condizioni di esprimere il proprio valore.

A raccogliere idealmente questo messaggio è stato lo stesso Venuti, che ha rivolto un invito soprattutto a chi una disabilità non la vive: provare una partita in carrozzina, affrontare un percorso bendati o cimentarsi in una disciplina paralimpica. Non per gioco, ma per comprendere, anche solo per qualche minuto, cosa significhi vivere lo sport da un’altra prospettiva.

È questa, in fondo, la vera finalità di AllInParty: fare in modo che l’inclusione non resti una parola da pronunciare nei convegni o nelle giornate dedicate, ma diventi un’esperienza vissuta. Perché è solo quando persone con e senza disabilità condividono gli stessi spazi, gli stessi gesti e le stesse emozioni che l’inclusione smette di essere uno slogan e diventa una realtà. Una realtà capace di cambiare non soltanto il modo di fare sport, ma anche quello di guardare gli altri.

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