Quando la storia fa discutere: “Terroni” di Roberto D’Alessandro ha acceso il Monte di Pietà

Un’occasione di riflessione profonda, capace di intrecciare la memoria collettiva, la ricerca storica e il fascino senza tempo del teatro-canzone. Nella splendida cornice del Monte di Pietà di Messina è andato in scena lo spettacolo “Terroni – La vera storia dell’Unità d’Italia”, ideato, diretto e interpretato da Roberto D’Alessandro. L’appuntamento rientra nel ricco cartellone della II edizione del Festival delle Arti e del Pensiero, la rassegna promossa dalla Fondazione Messina per la Cultura che continua ad animare la città con incontri dedicati alle grandi questioni artistiche, civili e sociali del nostro tempo.

Tratto dal celebre bestseller di Pino Aprile — testo che ha riaperto con forza il dibattito sulla Questione Meridionale —, lo spettacolo ha proposto una controstoria amaramente ironica delle vicende risorgimentali, ribaltando le narrazioni ufficiali. Attraverso un monologo incalzante e una trama narrativa ricca di spunti documentali, D’Alessandro ha guidato lo spettatore in un viaggio a ritroso nel XIX secolo. La drammaturgia ha affrontato con lucida analisi i retroscena dell’Unificazione, mettendo in luce i costi umani, sociali ed economici pagati dal Mezzogiorno, e ha ridato voce ai vinti di quella stagione: dalle comunità locali travolte dalle trasformazioni produttive ai cosiddetti “briganti”.

Nonostante la gravità dei temi trattati, la rappresentazione ha mantenuto un perfetto equilibrio tra satira e dramma. Adottando il registro dell’ironia e della leggerezza, la ricerca documentaria si è trasformata in un racconto fluido e coinvolgente.

La scelta di un luogo di straordinaria suggestione come il Monte di Pietà ha confermato la vocazione del Festival di coniugare la forza civile del teatro con la valorizzazione del patrimonio architettonico cittadino, regalando al pubblico messinese una serata di grande impatto emotivo e culturale.

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