La cena all’aperto, il bicchiere sul tavolo, la serata d’estate. Poi, improvvisamente, qualcosa si muove accanto al piatto.
Una blatta.
E non necessariamente una sola.
Nel centro di Messina, quello dei dehors pieni, delle passeggiate e delle serate estive, c’è un’altra scena che prende forma quando cala il sole: blatte che escono dai tombini, corrono sui marciapiedi e, in alcuni casi, arrivano fin dentro gli spazi dove si mangia.
Il racconto di una serata trascorsa in un locale restituisce un’immagine difficile da dimenticare: una decina di blatte, alcune capaci persino di prendere il volo, tra i tavoli di un dehors.
A quel punto la cena cambia completamente atmosfera.
Gli occhi non cercano più il cameriere. Cercano il pavimento. Si controllano le gambe delle sedie, si guarda sotto il tavolo, si spostano piatti e bicchieri. E quando una blatta vola, la serata può trasformarsi in pochi secondi da aperitivo a fuga.
Ma le blatte non sono l’unico problema.
Nelle stesse zone vengono segnalati anche topi, alcuni di dimensioni considerevoli, avvistati nelle strade e nelle aree verdi del centro. Passeggiare con il cane può diventare così una piccola prova di nervi, soprattutto nelle ore serali.
E il pensiero corre inevitabilmente agli ex Silos Granai, demoliti lo scorso aprile, dove nei mesi precedenti era stata rilevata una presenza massiccia di roditori.
Non è, dunque, soltanto una questione di qualche insetto comparso casualmente durante una calda notte d’agosto.
Il problema è più complesso e mette insieme caldo, umidità, rifiuti, tombini, caditoie, tempi di esposizione dei mastelli e condizioni favorevoli alla proliferazione degli infestanti.
Sul fronte della disinfestazione, Messinaservizi ha effettuato due cicli di deblattizzazione nel corso dell’anno, intervenendo anche nelle aree del centro. I trattamenti interessano principalmente tombini e caditoie, cioè proprio quei luoghi sotterranei nei quali le blatte trovano rifugio.
E c’è un particolare quasi paradossale: dopo un trattamento può verificarsi una temporanea fuoriuscita degli insetti dai tombini.
Il problema, però, non si esaurisce nella disinfestazione.
Perché accanto agli interventi necessari per contenere gli infestanti c’è un’altra variabile: i rifiuti e i tempi con cui vengono esposti.
Alcune attività commerciali lasciano i mastelli per molte ore sul marciapiede, con all’interno residui alimentari. Una circostanza che può diventare una concausa della proliferazione di topi e blatte.
Più a lungo quei rifiuti restano fuori, maggiore è il tempo a disposizione per attirare ciò che, normalmente, nessuno vorrebbe trovare vicino alla propria tavola.
E non tutti gli esercizi commerciali dispongono di spazi adeguati per custodire i contenitori dei rifiuti. È uno dei nodi che oggi tornano sul tavolo della discussione: ridurre il più possibile il tempo durante il quale i rifiuti organici restano esposti per strada.
A tutto questo si aggiunge il clima.
Estati sempre più calde, umide e prolungate rappresentano condizioni favorevoli alla proliferazione di insetti e roditori. Ma il cambiamento climatico non può diventare la spiegazione universale di ogni blatta che attraversa un marciapiede.
Perché una parte della soluzione passa anche dalla gestione quotidiana della città.
Meno rifiuti esposti. Più controlli. Interventi di disinfestazione mirati e costanti.
E soprattutto una gestione dei rifiuti che impedisca di trasformare marciapiedi e strade in una sorta di ristorante notturno gratuito per topi e blatte.
La polizia ambientale è stata rinforzata. E il messaggio è chiaro: abbandonare i rifiuti è un reato.
Nel frattempo, però, resta quella sensazione sgradevole che accompagna chi, d’estate, si siede a un tavolo all’aperto.
Perché il dehors dovrebbe essere il posto in cui si guarda la città, si conversa, si mangia e si sta bene.
Non quello in cui, prima di assaggiare la pizza, si controlla se qualcosa si sta muovendo sotto il tavolo.
Messina ha il mare, il caldo, la movida, le piazze illuminate.
E ha anche una popolazione notturna che nessuno ha invitato.
Quella con sei zampe. E quella con quattro.
