Messina, furto al Museo Accascina: trafugate quattro opere attribuite ad Antonello da Messina

Un furto che colpisce al cuore il patrimonio artistico e culturale di Messina. Quattro preziose opere attribuite ad Antonello da Messina sono state trafugate nella serata di Ferragosto all’interno del Museo Accascina. Ignoti sarebbero riusciti a introdursi nelle sale espositive e a portare via alcune delle testimonianze più importanti legate al grande maestro messinese.

 

Secondo quanto reso noto dal Comune, sono state sottratte tre delle cinque tavole superstiti del celebre Polittico di San Gregorio e la Tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà. Quest’ultima sarebbe stata asportata direttamente da una teca blindata.

 

A rendere ancora più inquietante l’episodio è il momento scelto per entrare in azione. Il furto sarebbe infatti avvenuto nelle ore immediatamente successive alla conclusione della tradizionale Processione della Vara, quando il corteo aveva appena terminato il proprio percorso in piazza Duomo.

 

Una giornata di Ferragosto che, secondo quanto sottolineato dall’Amministrazione comunale, quest’anno era stata vissuta con particolare compostezza e raccoglimento, nel ricordo delle vittime del crollo di Pistunina, dei giovani morti negli incidenti stradali nel corso del 2026 e, più in generale, delle vite spezzate prematuramente.

 

Durissima la reazione del sindaco Federico Basile. «Quello che è accaduto è un fatto gravissimo e profondamente riprovevole», afferma il primo cittadino, evidenziando come il gesto assuma un peso ancora maggiore perché compiuto in una giornata profondamente legata all’identità e alla comunità messinese.

 

Per Basile, il furto non rappresenta soltanto un danno al patrimonio artistico. «La Vara rappresenta una delle espressioni più profonde dell’identità di Messina – sottolinea il sindaco – e Antonello da Messina ne rappresenta un altro elemento identitario altrettanto forte e riconosciuto nel mondo». Sottrarre queste opere alla città, aggiunge, significa colpirne «la memoria, la cultura e l’identità stessa».

 

Le Forze dell’Ordine sono intervenute per ricostruire la dinamica dell’incursione e individuare i responsabili. Il sindaco ha espresso piena fiducia nell’attività degli investigatori e l’auspicio che le quattro opere possano essere recuperate e restituite al più presto.

 

«Antonello è Messina e Messina è anche Antonello – conclude Basile –. Queste opere appartengono alla storia della nostra città e rappresentano un patrimonio che non può essere disperso».

 

Adesso l’attesa è tutta rivolta alle indagini, con l’obiettivo di fare piena luce su quanto accaduto nella notte di Ferragosto e, soprattutto, riportare al Museo le opere trafugate.

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