«Il potere rivela l’uomo». È ai vertici di partito che spetta il verdetto su Schifani, o piuttosto ai siciliani??

Il dibattito sulla possibile ricandidatura di Renato Schifani alla presidenza della Regione Siciliana ha monopolizzato i lavori della terza giornata dell’EtnaForum a Ragalna.
Tra i vari interventi dei leader di centrodestra, a far discutere è stata in particolare la dichiarazione del Presidente del Senato, Ignazio La Russa, secondo cui la regola non scritta della politica impone che «un buon presidente vada ricandidato».
Tuttavia, prima di decretare l’automatismo di una ricandidatura basata sulle logiche di palazzo, sarebbe opportuno rispolverare la saggezza dell’antica Grecia: «Il potere rivela l’uomo», sosteneva Pittaco di Mitilene.
Applicando questo metro di giudizio al governo regionale, gli ultimi anni di gestione sembrano aver rivelato più i vuoti e le fragilità dell’azione di governo, che i successi sbandierati dal centrodestra, come evidenziato dai rilievi della Corte dei Conti, dalle indagini delle Procure e dai dati economico-sociali.
Un bilancio critico in tutti i settori chiave:
Sanità: Il report 2025 dell’Agenas restituisce un quadro chiaroscuro, con troppe ombre e poche luci. Le criticità e i ritardi strutturali segnano un divario ancora profondo tra la Sicilia e le regioni del Nord, mortificando il diritto alla salute dei cittadini.
Finanziaria Regionale: Più che uno strumento di programmazione strategica, le ultime manovre di bilancio si sono rivelate un mosaico bizantino: una pioggia di mance e micro-interventi disomogenei che, a detta di sindacati, ANCI e parti sociali, non tracciano alcun disegno di sviluppo economico per i siciliani.
Trasporti e AST: Dopo la gestione di Alessandro Virgara, che aveva avviato il piano asseverato di risanamento e l’in-house providing, l’11 settembre 2025 Schifani ha nominato alla presidenza il giovanissimo Luigi Genovese.
Nel 2026 l’Azienda Siciliana Trasporti è ripiombata in una crisi strutturale, tra tagli al personale precario, malcontento dei lavoratori e un risanamento economico che stenta a decollare.

Infrastrutture e il caso “Costanza I”: L’ennesimo corto circuito riguarda il settore marittimo.
Con la gestione affidata all’Assessore Alessandro Aricò, la Regione ha speso circa 142 milioni di euro di fondi pubblici per la nuova nave Costanza I.
Tuttavia, le dimensioni imponenti del traghetto ne rendono complicato l’attracco nel porto principale di Lampedusa, costringendo ad adibire lo scalo di Cala Pisana per gestire il traffico.
Un episodio che solleva forti dubbi sull’adeguatezza delle competenze tecniche nella programmazione dei trasporti nell’assessorato regionale.

Formazione e Turismo: Tra il caos dell’Avviso 33 nel settore della formazione (guidato dall’Assessore Turano) e i dati del recente rapporto Prometeia-Unicredit/Federalberghi Sicilia — che stimano il contributo diretto del turismo ad appena il 4,2% del PIL regionale — il motore dello sviluppo dell’isola appare visibilmente inceppato.
Determinare se Renato Schifani sia stato o meno un “buon presidente” non è una prerogativa di un segretario di partito o una concessione calata dall’alto.
Secondo le regole della democrazia, la parola e la valutazione finale su chi possiede i requisiti per guidare la Sicilia devono spettare esclusivamente ai cittadini siciliani all’interno delle urne.

 

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