Strade dissestate, carreggiate invase dalla vegetazione, frane, buche profonde e discariche abusive. Il Comune di Montalbano Elicona alza il tono dello scontro istituzionale e notifica una formale diffida alla Città Metropolitana di Messina, informando contestualmente il Prefetto, per chiedere interventi urgenti sulla rete viaria provinciale.
Al centro della protesta ci sono cinque strade ritenute fondamentali per i collegamenti del borgo con le frazioni, i siti turistici e le aree produttive: la S.P. Falcone–Montalbano, principale accesso al centro abitato; la strada che conduce al sito turistico dell’Argimusco; la S.P. 110, nel tratto Montalbano–contrada Melizzo, utilizzata anche dai mezzi pesanti diretti allo stabilimento Fontalba; e le S.P. 112 e 119, nel tratto Patti–Morreri–Braidi–Santa Maria, percorse quotidianamente anche dagli studenti.
La mobilitazione popolare ha già superato le 400 firme. Secondo l’Amministrazione comunale, la situazione sarebbe il risultato di anni di segnalazioni rimaste senza riscontro. Dal 2017 a oggi, infatti, il Comune avrebbe trasmesso alla Città Metropolitana sette relazioni tecniche e solleciti, l’ultimo dei quali corredato da ampia documentazione fotografica.
Particolarmente critica, secondo la diffida, la situazione della Falcone–Montalbano, sulla quale sarebbero stati recentemente spesi oltre 3 milioni di euro per lavori di riqualificazione. L’Amministrazione denuncia però gravi carenze esecutive, già segnalate dall’Ufficio Tecnico Comunale, sostenendo che oggi il piano viabile risulterebbe addirittura in condizioni peggiori rispetto a prima dell’intervento. A ciò si aggiunge l’interruzione dei lavori di scerbatura, fermati dopo appena un chilometro sui 18 complessivi.
«Abbiamo atteso la fine delle manifestazioni estive per non danneggiare l’immagine turistica del nostro borgo, ma adesso la misura è colma – dichiara il sindaco Antonino Todaro –. Mentre la nostra comunità compie sforzi enormi per contrastare lo spopolamento e valorizzare il territorio, la Città Metropolitana risponde con un disinteresse inaccettabile. I cittadini, esasperati, tendono a incolpare il Comune, ma la mia Giunta non ha alcuna competenza su queste tratte».
Il Comune chiede adesso risposte immediate, criteri trasparenti sulle priorità dell’ente metropolitano e l’indicazione precisa delle date di avvio dei cantieri. In assenza di scadenze certe, l’Amministrazione annuncia il ricorso alla Magistratura.
«Se non giungeranno scadenze certe, presenteremo esposti alla Magistratura per accertare le responsabilità omissive della Città Metropolitana e la violazione dell’articolo 14 del Codice della Strada sulla sicurezza viaria. Siamo pronti a promuovere ogni forma di protesta pubblica al fianco di cittadini e imprese per rivendicare i nostri diritti», conclude Todaro.
