«Non vogliamo alimentare allarmismi, ma non possiamo neppure pensare che, davanti a una colonna di fumo nero visibile da gran parte della Valle del Mela e alle numerose segnalazioni di odori molesti, tutto possa esaurirsi con una rassicurazione. Servono dati, controlli e informazioni tempestive. I cittadini hanno il diritto di sapere cosa è accaduto e cosa hanno respirato».
Lo dichiara il deputato regionale di Sud chiama Nord Matteo Sciotto, che, insieme ai colleghi Cateno De Luca e Giuseppe Lombardo, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al Presidente della Regione e all’assessore regionale del Territorio e dell’Ambiente sull’episodio di sfiaccolamento verificatosi l’11 settembre alla Raffineria di Milazzo.
Nel primo pomeriggio dell’11 settembre una densa colonna di fumo nero, accompagnata da una fiammata particolarmente intensa proveniente dalla torcia della Raffineria, è stata chiaramente visibile da numerose zone della Valle del Mela. Sono state inoltre segnalate la presenza di un intenso odore di bruciato e di odori molesti in diverse aree del comprensorio, con segnalazioni che, secondo quanto riportato nell’interrogazione, sarebbero giunte fino al territorio di Barcellona Pozzo di Gotto.
Secondo quanto riferito dalla Raffineria e riportato nell’atto parlamentare, l’episodio sarebbe stato originato da un calo di tensione della rete elettrica esterna, che avrebbe determinato il blocco di gran parte degli impianti e il conseguente sfiaccolamento di intensità superiore al consueto. Sul momento, il Comune di Milazzo aveva inoltre riferito che, dalle informazioni ricevute dall’azienda, non risultavano elementi di preoccupazione e che lo sfiaccolamento era collegato alle procedure operative in corso.
«Proprio perché parliamo di un territorio che da decenni convive con uno dei più importanti poli industriali della Sicilia», prosegue Sciotto, «riteniamo che alle rassicurazioni debbano sempre accompagnarsi elementi oggettivi e verificabili. Vogliamo conoscere quali sostanze siano state convogliate e bruciate in torcia, quali controlli siano stati effettuati e quali dati siano stati registrati dalla rete di monitoraggio della qualità dell’aria. La trasparenza, soprattutto quando si parla di ambiente e salute pubblica, non può essere considerata un optional».
Con l’interrogazione viene chiesto al Governo regionale di chiarire quali informazioni ufficiali siano state acquisite sulle cause dello sfiaccolamento, sulla sua durata, sugli impianti interessati e sulle sostanze convogliate e combustibili in torcia. Sciotto, De Luca e Lombardo chiedono inoltre di sapere se ARPA Sicilia abbia effettuato sopralluoghi, campionamenti, analisi o verifiche sui dati della rete di monitoraggio della qualità dell’aria e se siano emerse anomalie o incrementi nelle concentrazioni degli inquinanti. L’interrogazione pone anche la questione delle segnalazioni di odori molesti e chiede di accertare una loro eventuale correlazione con le operazioni svoltesi presso la Raffineria nella giornata dell’11 settembre.
«Chiediamo alla Regione un passo ulteriore», conclude Sciotto. «In occasione di episodi di sfiaccolamento particolarmente intenso o di altre anomalie emissive nella Valle del Mela, i risultati dei controlli devono essere comunicati rapidamente e resi facilmente accessibili alla popolazione. Non si può chiedere ai cittadini di fidarsi senza metterli nelle condizioni di conoscere. La tutela dell’ambiente passa anche dalla trasparenza e dalla possibilità di accedere in maniera semplice e immediata ai dati sulla qualità dell’aria».
