ExpoArte dei Due Mari, 62 proposte da tutta Italia per la Call “Oltre il Fronte”

 

Sessantadue proposte progettuali arrivate da tutta Italia. È questo il risultato della Call for Projects “Oltre il Fronte 2026”, ideata e promossa dalla sezione Architettura di Expo Arte dei Due Mari e dedicata alle trasformazioni urbane innovative, alla rigenerazione sostenibile, alla valorizzazione dei microspazi e all’architettura effimera. Un confronto che guarda al futuro delle città e dei territori costieri, mettendo al centro sostenibilità, resilienza e coesione sociale e provando a ripensare il “fronte” non più come una barriera, ma come una soglia capace di creare connessioni e generare nuove possibilità.

Il programma entra nel vivo il 12 ottobre, quando saranno presentati la mostra e i venti progetti selezionati. L’appuntamento è inserito nell’evento inaugurale che si terrà alle 17, a bordo della Nave Elio, nella navigazione nello Stretto di Messina, organizzato dall’Ordine degli Architetti di Messina. Sarà anche l’occasione per la Lectio Magistralis dell’architetto Guendalina Salimei, dal titolo “Forme della permanenza. Architettura, trasformazione e interpretazione dell’esistente”.

La Call nasce come un laboratorio di idee per il futuro delle città e dei territori costieri e si sviluppa su tre differenti livelli di scala: la grande scala del masterplan e delle infrastrutture urbane; la media scala delle piazze e degli spazi comunitari di quartiere; la micro-scala delle installazioni effimere, pensate come strumenti per sperimentare nuove visioni del futuro urbano. Il valore delle proposte arrivate non è soltanto numerico: le 62 candidature rappresentano un patrimonio di idee capace di mettere in relazione visioni, masterplan e ricerche provenienti da giovani professionisti, studi affermati e mondo accademico.

A valutarle è stata una giuria presieduta dall’architetto Guendalina Salimei, docente universitaria e curatrice del Padiglione Italia alla 19ª Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia 2025. Con lei gli architetti Claudio Lucchesi, dell’Urban Future Organization, e Pino Falzea. Del comitato scientifico della Call fanno parte Michele Palamara, coordinatore e curatore dell’iniziativa, e i componenti della giuria Giovanni Lazzari, presidente dell’Ordine degli Architetti di Messina, Walter Pidàla, consigliere delegato dell’Ordine, e Anna Carulli, presidente della Fondazione Architetti nel Mediterraneo, insieme a Gianfranco Pistorio, presidente dell’Expo.

Dalla selezione sono usciti i 20 progetti che comporranno l’esposizione e che saranno svelati proprio il 12 ottobre. Un debutto nello Stretto che assume anche un significato simbolico: portare l’architettura in navigazione, dentro quel paesaggio che da sempre rappresenta una soglia naturale tra territori, culture e visioni.

Dal 13 ottobre e per tutta la durata dell’Expo, la chiesa di Santa Maria Alemanna ospiterà invece la mostra delle venti tavole progettuali. Un’occasione aperta alla cittadinanza e ai visitatori per osservare, attraverso i progetti selezionati, possibili scenari per il futuro dello spazio pubblico. L’ideazione, la promozione e la redazione del bando portano la firma dell’architetto Michele Palamara, nella sua veste di responsabile della sezione Architettura dell’Expo Arte dei Due Mari.

Il programma proseguirà dal 13 al 16 ottobre con un ciclo di quattro dibattiti ad alto profilo scientifico, promosso dalla Fondazione Architetti nel Mediterraneo di Messina, presieduta dall’architetto Anna Carulli. Gli incontri, in programma quotidianamente dalle 17.30 alle 20, affronteranno temi che attraversano alcune delle questioni più attuali dell’architettura e della progettazione: l’innovazione dei processi edilizi, l’impatto dell’intelligenza artificiale, la tutela del paesaggio e la ricerca brevettuale.

Al tavolo dei relatori si alterneranno esperti e professionisti di rilievo: l’ingegnere Santi Cascone, l’avvocato Giampiero Trizzino, l’architetto Elena La Spada e l’architetto Antonio Galeano.

ExpoArte dei Due Mari si propone così non soltanto come una vetrina per l’architettura contemporanea, ma come uno spazio di confronto su come cambiano le città, su come si trasformano i territori e, soprattutto, su quale ruolo possa avere il progetto nel costruire nuove relazioni tra luoghi e comunità. E quelle 62 proposte arrivate da tutta Italia raccontano già, prima ancora dell’apertura della mostra, quanto sia vivo il bisogno di immaginare nuovi modi di abitare e attraversare lo spazio urbano e il paesaggio dello Stretto.

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