Non soltanto una manifestazione, ma un’occasione per trasformare l’inclusione in azioni concrete. Torna a Messina l’Inclusivity Village, giunto alla quarta edizione, che giovedì 22 e venerdì 23 ottobre animerà Villa Dante con il Festival delle Pari Opportunità dello Stretto. Al centro, il ruolo delle istituzioni, della scuola e delle realtà del territorio nella costruzione di percorsi capaci di superare le discriminazioni. Tra le novità, il protocollo con l’Istituto La Farina-Basile per accompagnare i giovani con disabilità anche dopo la conclusione degli studi.
La presentazione a Palazzo Zanca ha messo in evidenza il valore della collaborazione tra istituzioni, scuola e mondo imprenditoriale. Un percorso avviato quattro anni fa e che oggi punta a consolidare esperienze capaci di incidere concretamente sulla vita delle persone.
A sottolinearlo è stato Francesco Giorgio, presidente di Messina Social City, che ha ribadito un concetto centrale: «L’inclusione non è uno slogan». In questa direzione si inserisce il protocollo con l’Istituto La Farina-Basile, uno dei passaggi più significativi dell’edizione 2026.
L’accordo punta a sostenere i giovani con disabilità anche dopo la conclusione del percorso scolastico, favorendo autonomia e partecipazione sociale. Il diploma non deve diventare una cesura, né segnare la perdita delle relazioni e delle opportunità costruite negli anni di scuola. Il progetto IncludiME mette in rete il Comune di Messina, Messina Social City e l’istituto per accompagnare i ragazzi in una fase delicata della loro vita.
Centrale il ruolo della dirigente scolastica Caterina Celesti, alla guida del La Farina-Basile. La collaborazione con i servizi territoriali rafforza la possibilità di dare continuità al percorso educativo, affinché la crescita e l’autonomia degli studenti non si interrompano con la fine degli studi.
L’assessora alle Pari opportunità, Liana Cannata, ha richiamato il valore delle attività e delle collaborazioni che compongono il progetto. Il passaggio dall’Inclusivity Village al Festival delle Pari Opportunità dello Stretto amplia lo sguardo alla parità di genere, al contrasto delle discriminazioni e al rispetto delle differenze.
Sarà l’arte il filo conduttore delle due giornate, con ospiti e attività pensati per avvicinare pubblici diversi ai temi dell’inclusione. Tra le presenze annunciate figura Carmen Diodato, danzatrice sorda, il cui percorso artistico testimonia come il corpo e il movimento possano diventare strumenti di espressione e partecipazione oltre le barriere comunicative. Una presenza che richiama il significato più profondo del Festival: riconoscere nell’arte un linguaggio capace di creare connessioni e nuove possibilità di incontro. Tra gli ospiti annunciati anche Stefano Buttafuoco, giornalista e conduttore Rai, ideatore e conduttore di Il cacciatore di sogni, il programma di Rai 3 che racconta storie di persone con disabilità capaci di trasformare le difficoltà in opportunità, dando voce a percorsi di autonomia, inclusione e riscatto sociale.
Nel corso della presentazione è intervenuto anche Pietro Franza, amministratore delegato di Caronte & Tourist, richiamando i recenti episodi di violenza verificatisi a Torino durante la manifestazione contro il carovita, degenerata in scontri con le forze dell’ordine e atti vandalici, tra cui il danneggiamento della libreria Feltrinelli nella stazione di Porta Nuova. Un fatto che richiama l’importanza della collaborazione tra istituzioni, scuola, famiglie e imprese per promuovere tra le nuove generazioni il rispetto, la responsabilità e una cultura della convivenza. Caronte & Tourist, ha ricordato Franza, è da sempre attenta alle tematiche sociali della città.
Presente anche Piera Calderone, Diversity & Disability Manager della società, impegnata sui temi della diversità e dell’inclusione. La partecipazione del gruppo si inserisce in una rete di collaborazione che riconosce alle imprese un ruolo importante nella crescita sociale del territorio.
Giovedì e venerdì Villa Dante diventerà così uno spazio di incontro e condivisione. Il valore dell’iniziativa, però, si misurerà soprattutto nella capacità di dare seguito agli impegni e garantire continuità alle opportunità offerte alle persone.
Perché una città inclusiva non si misura da quante volte pronuncia la parola inclusione, ma da quante porte riesce davvero ad aprire.
Inclusivity Village, l’inclusione passa dai fatti: a Villa Dante due giornate dedicate alle pari opportunità
