Il deputato regionale di Sud chiama Nord Matteo Sciotto ha presentato, con i colleghi De Luca, Lombardo e Messina, una nuova interrogazione urgente al Presidente della Regione e all’Assessore alla Salute sulla Reumatologia dell’Azienda Ospedaliera Papardo di Messina.
«Da un mese sto presentando interrogazioni su interrogazioni sul Papardo – dichiara Sciotto – e ogni volta emerge una nuova criticità. Oggi tocca alla Reumatologia, un reparto che da 5 anni va avanti con un solo medico. Istituita nel 2021, fino a gennaio 2026 ha avuto un solo reumatologo, che era anche il responsabile. Solo a febbraio è arrivata una seconda unità. Niente infermieri sufficienti, zero personale ausiliario. I pazienti reumatologici hanno bisogno di continuità, di controlli, di terapie. E ora il responsabile sta per andare in pensione e si rischia di tornare a uno solo».
«C’è un fatto ancora più grave – prosegue –. Nel 2022 il Ministero stanzia fondi specifici per lo studio, la diagnosi e la cura della fibromialgia e al Papardo arrivano 40mila euro vincolati a quello scopo. Con una delibera del 23 settembre 2025 l’Azienda li usa per dare un incarico libero-professionale a un odontoiatra in Reumatologia. Soldi per la fibromialgia, malattia reumatologica, usati per un odontoiatra, mentre il reparto non ha reumatologi. È coerente? È legittimo? È rispettoso dei pazienti?»
«Chiedo perché dopo 5 anni il reparto non abbia ancora un organico degno di questo nome, perché la selezione urgente per nuovi reumatologi bandita il 9 settembre 2026 non sia conclusa a oltre un mese dalla scadenza e come si intenda garantire la continuità dopo il pensionamento del responsabile. Chiedo una verifica immediata sull’uso dei 40mila euro, la revoca se necessario e la riallocazione dei fondi per assumere reumatologi. E voglio sapere cosa abbia fatto l’Assessorato dopo la segnalazione inviata a gennaio 2026 al Dasoe, rimasta senza risposta».
«Non è una questione di sigle o di delibere – conclude Sciotto –. È il diritto alla cura di centinaia di pazienti messinesi che soffrono ogni giorno. Non si può tenere un reparto in piedi con un uomo solo e dirottare fondi preziosi altrove».
