Un messaggio che va oltre la storia di Giulia e diventa un appello rivolto a tutti: Fate rumore. Un invito che i docenti hanno accolto con emozione e con una responsabilità in più come comunità educante per Giulia, per tutte le donne, per chi sogna e merita un futuro libero, senza paura.
Ha preso ufficialmente il via ieri, ai Cantieri Culturali alla Zisa, la quarta edizione delle Giornate Nazionali del Cinema per la Scuola. L’evento, promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola (CIPS) e organizzato dal Liceo Scientifico Galileo Galilei di Palermo in collaborazione con ANEC, che per tre giorni trasforma il capoluogo siciliano, fino a domani 6 novembre, nel centro nevralgico della riflessione nazionale sull’alfabetizzazione audiovisiva e i linguaggi dell’immagine.
«Le Giornate nazionali del Cinema per la Scuola sono un’occasione preziosa per mettere in contatto la scuola e il cinema – ha dichiarato il Sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura Sen. Lucia Borgonzoni – Il loro incontro dà vita a nuove forme di apprendimento e produce risultati estremamente positivi per la formazione degli studenti. In un tempo in cui siamo raggiunti di continuo da immagini e video, è fondamentale sviluppare una consapevolezza visiva, partendo proprio dalla scuola. Oggi, anche grazie al lavoro fatto in questi anni, gli strumenti di educazione all’immagine raggiungono sempre più territori del nostro Paese, mentre in passato la loro presenza era frammentaria e disomogenea. I giovani sono del resto i primi a trainare la rinascita delle sale. Infatti, la fascia tra i 15 e i 24 anni è l’unica che nel 2025 ha staccato più biglietti che nel periodo pre-pandemia. Il cinema, questo straordinario universo visivo e culturale, ha un profondo bisogno delle nuove generazioni».
Per il Ministero dell’Istruzione e del Merito è intervenuto Vincenzo Mannino, Consigliere del Ministro Giuseppe Valditara, che ha evidenziato come «la scuola abbia il compito fondamentale di fornire ai ragazzi gli strumenti per non limitarsi a guardare ma imparare a vedere, interpretare e comprendere il significato delle immagini». Il Sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha ribadito «il ruolo centrale della scuola quale presidio educativo e formativo della società, riconoscendo il valore e la funzione strategica del corpo docente» e il Preside del Centro sperimentale di cinematografia e Presidente della Commissione dei Bandi CIPS, Fabio Melelli, ha auspicato «un ulteriore sviluppo del Piano, affinché le buone pratiche possano consolidarsi e contribuire alla formazione di spettatori consapevoli, avvicinando i giovani anche a possibili percorsi professionali nel settore cinematografico».
La cerimonia è proseguita con l’intervento di Bruno Zambardino in rappresentanza della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del MIC che ha evidenziato il ruolo determinante dei docenti nel successo del Piano nazionale, sottolineando quanto «i risultati testimonino la portata dell’iniziativa: 129 milioni di euro destinati a oltre 2.400 progetti educativi nelle scuole italiane, con iniziative in tutte le regioni e in oltre 2.500 Comuni. Questi i numeri del Piano Cinema. Un sistema articolato, che comprende progetti di rilevanza nazionale e territoriale e percorsi rivolti a tutti i gradi di istruzione, dall’infanzia alla secondaria». Zambardino ha inoltre aggiunto che «non basta misurare i dati, dobbiamo comprendere l’impatto che queste progettualità generano».
In apertura si è inserita anche la riflessione di Chiara Di Prima, Dirigente Scolastico del Liceo Scientifico Galileo Galilei, la quale ha sottolineato, portando i saluti del Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, Filippo Serra, come il cinema rappresenti una chiave di lettura della realtà contemporanea, offrendo agli studenti «uno spazio di riflessione, trasformando la fruizione passiva delle immagini in analisi critica e consapevole».
Durante la cerimonia Simone Gialdini, Direttore Generale di ANEC, Riccardo Checchin Segretario Generale di ACEC e Giulia Serinelli, Project manager di Casa Cinema Giovani, hanno annunciato la nuova edizione di Casa Cinema Giovani, il luogo delle opportunità al Lido di Venezia, uno spazio per i giovani, gestito dai giovani, un luogo di incontro e formazione al centro della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Grande partecipazione per la novità di questa edizione, la masterclass d’eccezione tenuta dalla giornalista e critica cinematografica Piera Detassis, un’occasione di formazione unica e preziosa. «Il giornalismo è comunicare e raccontare il cinema» ha spiegato Detassis durante il suo intervento. «La mia generazione è stata la prima a uscire dalla semplice recensione, sporcandosi le mani con il lavoro organizzativo sul campo».
La prima presentazione dei listini dei distributori cinematografici è stata inaugurata da Medusa e Mediafriends con il primo dei tre emozionanti corti che verranno proiettati durante le giornate, e la presentazione dei film indicati per gli studenti di Lucky Red, Piper, Wanted e Cinecittà.
I lavori della giornata si sono conclusi con la proiezione speciale del film “Se domani non torno” di Paola Randi, presentata al pubblico dall’intervento di Gino Cecchettin. «Il film non parla solo della tragica vicenda di Giulia – ha spiegato Gino Cecchettin – ma racconta la vita di una ragazza con i suoi sogni e il suo desiderio di libertà. “Se domani non torno” è una frase tratta da una poesia che per molte donne rappresenta ancora una realtà quotidiana; il mio obiettivo era far arrivare un messaggio di speranza, dimostrando che la vita può essere intrapresa evitando le trappole delle emozioni negative e offrendo agli studenti strumenti concreti per difendersi. L’audiovisivo sarà sempre più un motore di cambiamento culturale tra i giovani, proprio perché permea le nostre vite attraverso i dispositivi digitali, dando l’opportunità di ascoltare e immedesimarsi: il cinema dà vita alle emozioni ed è uno strumento pedagogico fondamentale per la scuola».
La proiezione ha avvolto la sala in un silenzio partecipe e assoluto, infranto solo al termine dalla forza del dibattito. Un confronto aperto “nel rumore”, nel segno del ricordo di Giulia che ha riaffermato la missione della Fondazione “Giulia Cecchettin”: trasformare la memoria e il dolore in un’azione educativa concreta per promuovere il rispetto e prevenire ogni forma di violenza.
Il programma proseguirà nelle giornate di oggi e domani con un fittissimo calendario di panel, tavoli tecnici e laboratori dedicati alla media education, all’inclusione e all’analisi dei linguaggi nell’era dell’intelligenza artificiale.
