Non solo il mondo dello sport, ma l’intera città di Messina è in lutto per la scomparsa di Nino Micali, morto a 63 anni. Il suo grande cuore di atleta ha smesso di battere stanotte, dopo una malattia che in pochi mesi non gli ha lasciato scampo.
Da gennaio era il presidente regionale della FIBS – Federazione Italiana Baseball Softball, incarico che coronava una lunga carriera nello sport, iniziata proprio sul diamante. Nel 1974 era stato campione italiano e successivamente aveva militato nei campionati di Serie A con il CUS Messina.
La sua storia sportiva non si è fermata al campo. Da dirigente aveva seguito il campionato mondiale disputato a Messina nel 1998 e, da presidente del CUS Unime, ha guidato il recupero dello stadio di baseball “Primo Nebiolo”, trasformato in una tendopoli per i profughi. Un gesto che aveva restituito dignità a un impianto simbolo e che aveva riacceso le speranze di tanti appassionati.
Nino Micali era molto più che un dirigente: era energia, idee, passione civile. Mille progetti gli frullavano in testa, e la sua grinta era contagiosa. Non solo nello sport, che è stato il filo rosso della sua vita, ma anche nell’impegno per la città, come dimostra la restituzione ai messinesi di un tratto di spiaggia del Ringo. Un luogo che, insieme allo stadio Primo Nebiolo, in tanti propongono di intitolargli, per fissare nella memoria collettiva un’eredità che non può andare perduta.
Nino era un leone: affrontava la vita con coraggio, determinazione e una forza d’animo rara. Anche quando la malattia gli ha chiesto la sfida più dura, non ha mai perso dignità né voglia di combattere.
La sua morte lascia un vuoto immenso. Nino Micali non era soltanto un atleta e un dirigente: era un amico, un punto di riferimento, una figura capace di guardare sempre avanti con entusiasmo e determinazione.
Messina lo piange con dolore, ma anche con gratitudine per tutto ciò che ha fatto, dentro e fuori dal campo.
E il suo ruggito, quello di un leone vero, resterà per sempre con noi.
I funerali di Nino Micali si svolgeranno domani sabato 6 settembre, alle ore 16 nella Chiesa di Sant’Elena.
