All’Istituto “Basile” cresce il malcontento tra studenti e famiglie per il nuovo orario scolastico che prevede l’uscita alle 14.45 ogni giorno.
Una decisione che, secondo molti genitori, risulta pesante per i ragazzi, costretti a restare in aula fino al primo pomeriggio, spesso senza la possibilità di consumare un pasto adeguato e con livelli di concentrazione inevitabilmente più bassi nelle ultime ore di lezione.
Le famiglie lamentano che, di fronte alle difficoltà espresse, la risposta della scuola si sia limitata alla proposta di prolungare di dieci minuti la ricreazione, per consentire agli studenti di acquistare ulteriori merendine da consumare durante la pausa. Una soluzione che, secondo i genitori, non affronta il problema alla radice e rischia di banalizzare una questione che riguarda la salute e il benessere dei ragazzi.
L’istituto ha già adottato la settimana corta, eliminando le lezioni del sabato ma concentrando le ore dal lunedì al venerdì: una scelta che, pur apprezzata da alcuni, per altri ha reso le giornate troppo lunghe e faticose.
Oltre alla questione organizzativa, molti genitori sottolineano anche una mancanza di dialogo tra il comitato dei genitori e la dirigenza scolastica, chiedendo maggiore trasparenza e partecipazione nelle scelte che riguardano la vita quotidiana dell’istituto.
La nostra redazione ha cercato di contattare la dirigente, prof.ssa Celesti, per un colloquio comunicativo e un confronto diretto sulle criticità sollevate, ma l’incontro non è andato in porto: la dirigente non ha potuto garantire, al momento, la propria disponibilità.
Resta quindi un clima di attesa e di confronto aperto, tra le esigenze organizzative della scuola e le richieste di ascolto delle famiglie.
Per molti, però, il messaggio è chiaro: la campanella più importante non è quella dell’ultima ora, ma quella del dialogo, quella che, al Basile, molti sperano possa tornare presto a suonare.
Istituto Basile, la campanella del dialogo tarda a suonare: famiglie in attesa di risposte
