Da Messina un interessante contributo scientifico sulla cura dell’Alzheimer per Neurology-2025 in Portogallo

In occasione dell’International Experts Webinar on Neurology and Neurological Disorders, in programma dal 27 al 29 novembre 2025 a Lisbona, la Dott.ssa Erika Smeriglio, psicologa e psicoterapeuta affiliata al Department of Cognitive, Psychological, Pedagogical and Cultural Studies Sciences – COSPECS dell’Università degli Studi di Messina, è stata invitata come keynote speaker per una presentazione dal titolo “Disconnection in Alzheimer’s Disease: Toward a Clinical and Multidisciplinary Perspective”.
L’intervento propone una nuova lettura della Malattia di Alzheimer (AD), considerata non solo un disturbo caratterizzato da declino cognitivo, ma anche come un fenomeno segnato dalla progressiva interruzione dei legami relazionali e dalla frammentazione dell’identità narrativa.
La Dott.ssa Smeriglio evidenzia come “Il deterioramento cognitivo nell’AD si accompagni a un distacco crescente dalle relazioni interpersonali e dal senso di sé, con conseguenze quali isolamento, perdita di continuità personale e alienazione esistenziale. La presentazione integra prospettive teoriche contemporanee, in particolare il modello socio-discorsivo di Örulv e Hydén, con recenti ricerche sociologiche e neuroscientifiche, analizzando fenomeni quali la confabulazione. Nelle fasi iniziali, essa si manifesta come ricordi inaccurati o riadattamenti di informazioni già apprese; nelle fasi più avanzate può evolvere in forme deliranti strutturate e sindromi di errata identificazione, come la sindrome di Capgras”.
Tali manifestazioni vengono interpretate, come affermato dalla psicologa e psicoterapeuta messinese, “…sia come esiti di deficit nei processi di memoria e attenzione, sia come tentativi della persona di dare senso alla propria esperienza, affermare la propria identità e mantenere un ruolo attivo nella costruzione della propria narrazione”. Particolare rilievo viene dato agli aspetti linguistici e narrativi, la cui compromissione riduce la possibilità di integrare ricordi ed esperienze in una storia coerente.
La Dott.ssa Smeriglio propone, dunque, delle strategie terapeutiche personalizzate e interventi clinici focalizzati sul rapporto tra caregiver e paziente, finalizzati a sostenere la comunicazione, preservare la soggettività e favorire la ricostruzione di legami significativi. La professionista ha ricordato che “Questo approccio multidisciplinare, che include l’uso di strumenti di intelligenza artificiale per l’analisi dei segnali linguistici, invita a considerare l’Alzheimer non esclusivamente come un declino neurologico, ma come un fenomeno complesso che richiede interventi integrati, orientati alla riconciliazione relazionale e alla salvaguardia della dignità e del senso di sé del paziente”.
Un plauso alla Dott.ssa Erika Smeriglio, che con il suo lavoro farà conoscere – ad una qualificata platea internazionale – gli studi che ha condotto e affinato anche nella Città di Messina, dalla quale proprio negli ultimi tempi provengono degli interessanti contributi scientifici.

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