De Luca apre all’ARS un fronte riformatore: nasce l’intergruppo del Governo di Liberazione

Nel corso della conferenza stampa, Cateno De Luca ha annunciato la costituzione di un intergruppo parlamentare all’Assemblea Regionale Siciliana, aperto a tutti i deputati regionali che intendano condividere un percorso riformatore ispirato al progetto del Governo di Liberazione, senza preclusioni di natura politica o personale. L’intergruppo nasce con una funzione operativa e propositiva, con l’obiettivo di colmare il vuoto di iniziativa riformatrice che, secondo De Luca, caratterizza l’attuale fase dell’azione di governo. La finalità è quella di trasformare l’elaborazione politica e programmatica del Governo di Liberazione in atti parlamentari concreti, attraverso la presentazione di proposte di legge, emendamenti e iniziative legislative sui principali dossier strategici per la Sicilia. «Io aspetto di essere convocato dal presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, perché adesso il pallino ce l’ha lui in mano e deve spiegare, insieme ai suoi tecnici, quale criterio si intende applicare».
Afferma Cateno De Luca, intervenendo sulla gestione della legge di stabilità e sugli stralci decisi dopo il voto in Commissione Bilancio.
Secondo De Luca, la questione è pregiudiziale e non riguarda il merito dei singoli emendamenti, ma il rispetto delle prerogative parlamentari: «Qui non si tratta di essere d’accordo o meno sulle scelte politiche. Prima ancora, occorre chiarezza sulle regole del gioco. Senza questa chiarezza, si entra in un terreno che mortifica il Parlamento e la dignità dei deputati».                                                                                                      «La cosiddetta ZES siciliana, così come concepita dall’assessore Dagnino, non solo non migliora il modello nazionale, ma ne peggiora il funzionamento, introducendo incertezza, discrezionalità e aspettative che vengono poi puntualmente disattese».
Afferma  intervenendo sul tema delle Zone Economiche Speciali e delle politiche regionali a sostegno degli investimenti produttivi. Secondo De Luca, il modello adottato dal governo regionale rappresenta «un esercizio di creatività inutile», quando esiste già uno strumento nazionale che funziona: «La ZES nazionale è una misura automatica, chiara, che consente la compensazione fiscale e contributiva per gli investimenti nel Mezzogiorno, senza bandi e senza discrezionalità. In Sicilia la compensazione può arrivare fino al 60 per cento per le piccole imprese e al 40 per cento per le grandi imprese». Da qui la proposta alternativa: «La Regione Siciliana dovrebbe affiancare alla ZES nazionale un fondo regionale integrativo, semplice e automatico, che garantisca la compensazione fino ai tetti massimi consentiti dalle norme europee. Non serve inventare nuove ZES o complicare i procedimenti: basta copiare ciò che funziona e rafforzarlo».

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