Nove milioni per l’editoria: in Sicilia nasce il fondo!

 

Con l’approvazione dell’articolo 7 della Legge Finanziaria regionale, l’Assemblea Regionale Siciliana ha istituito il Fondo per l’editoria.

Il via libera è arrivato il 18 dicembre 2025, dopo un confronto parlamentare acceso ma risolto attraverso una mediazione bipartisan che ha visto convergere emendamenti di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Forza Italia, evitando il ricorso al voto segreto.

La misura introdotta dalla norma prevede uno stanziamento massimo di 9 milioni di euro nel triennio 2026-2028 e si rivolge a un ampio spettro di soggetti: imprese editoriali cartacee e digitali, emittenti radiofoniche e televisive locali, agenzie di stampa e operatori dell’editoria legata alla cultura siciliana.

Un impianto normativo che riconosce il ruolo dell’informazione come infrastruttura democratica e presidio territoriale, soprattutto in un contesto regionale caratterizzato da fragilità economiche e forte concentrazione dei mercati pubblicitari (fonte https://ebilav.it/2025/12/21/approvazione-del-fondo-per-leditoria-in-sicilia/).

Il Fondo riserva 3 milioni di euro annui all’editoria giornalistica e 1 milione di euro agli editori di libri, con l’obiettivo di rafforzare una filiera che negli ultimi anni ha subito un progressivo impoverimento in termini di occupazione, investimenti e innovazione.

È inoltre prevista una quota del 20% destinata alle testate emergenti, operative da non più di 36 mesi, riconoscendo il valore delle nuove iniziative editoriali e il loro potenziale di rinnovamento del sistema informativo.

Tra le priorità: assunzioni e collaborazioni con giornalisti iscritti all’Albo, innovazione digitale dei processi redazionali e distributivi.

I beneficiari dovranno produrre informazione siciliana e avere almeno due giornalisti contrattualizzati o soci lavoratori in redazione.

È previsto inoltre un intervento specifico per le emittenti Fsma dell’area tecnica 17, con 300 mila euro per il 2026 a compensazione dei costi di utilizzo della rete Rai Way.

La gestione finanziaria sarà affidata a Irfis FinSicilia, mentre l’attuazione operativa spetterà all’Assessorato regionale all’Economia, confermando una separazione tra gestione delle risorse e indirizzo politico-amministrativo. (fonte https://www.ilsole24ore.com/art/regione-siciliana-via-libera-fondo-l-editoria-AIo0YvU)

Il passaggio decisivo sarà rappresentato dal decreto attuativo, che dovrà definire criteri di accesso, modalità di presentazione delle istanze, graduatorie, controlli e meccanismi di verifica.

In questa fase che si giocheranno i nodi cruciali: il peso effettivo del criterio occupazionale, la distinzione tra collaborazioni occasionali e rapporti di lavoro strutturati, l’ammissibilità delle spese, i controlli sull’effettiva produzione di informazione locale.

L’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino ha annunciato che nel decreto sarà prevista una premialità per le aziende editoriali che applicano il contratto nazionale di lavoro dei giornalisti.

Lo stesso assessore ha aperto alla possibilità di coinvolgere gli organismi di categoria nella definizione delle misure operative, un elemento che potrebbe rafforzare trasparenza e coerenza del provvedimento.

(fonte https://www.ansa.it/sicilia/notizie/2025/12/18/nasce-il-fondo-editoria-in-sicilia-lassemblea approva-la-norma-in-manovra_62af3084-7c68-46b6-8544-45c07939306c.html).

Positivo il commento di Biagio Semilia, presidente della Federazione Editori Digitali (FED), che ha definito il Fondo un investimento nella libertà di informazione e nel diritto dei cittadini a essere informati in modo corretto e indipendente.

Semilia ha tuttavia sottolineato l’importanza che l’attuazione avvenga nel segno della trasparenza, dell’equità e della valorizzazione delle realtà editoriali realmente indipendenti, affinché la Sicilia possa diventare un laboratorio avanzato di politiche pubbliche a tutela dell’informazione e della democrazia. (fonte https://www.siciliafan.it/via-libera-fondo-editoria-sicilia-fed-investimento-liberta-informazione/).

Il Fondo per l’editoria rappresenta dunque una opportunità, ma il decreto attuativo sarà il vero banco di prova della riforma.

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