Aula “Cannizzaro” presso il Rettorato, relatori istituzionali, sigle associative in prima fila. La diocesi ha presentato “RI-PARTECIPIAMO”, il nuovo percorso di formazione socio-politica promosso dall’Arcidiocesi di Messina–Lipari–Santa Lucia del Mela insieme all’Università degli Studi di Messina e a un cartello di organizzazioni: Azione Cattolica, CISL Messina, Movimento Cristiano Lavoratori, Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale, UCID. A moderare l’incontro Padre Sergio Siracusano.
Monsignor Giovanni Accolla ha aperto il confronto esprimendo soddisfazione per l’adesione numerosa registrata alla presentazione e al percorso, indicando come obiettivo la necessità di contrastare la diffusione di atteggiamenti di delega e disinteresse. Ha ringraziato gli amministratori presenti e ha indicato nella scuola uno strumento per l’analisi delle risorse del territorio e per l’attivazione di processi pubblici. Nel suo intervento ha criticato la cultura del “tira a campare” e il pressapochismo, insistendo sulla formazione all’onestà intellettuale e sulla necessità di definire obiettivi e percorsi chiari quando si progettano politiche e interventi.
Il sindaco Federico Basile ha insistito sul lessico della comunità e della partecipazione, raccontando il passaggio da una candidatura affrontata con leggerezza a una piena consapevolezza del ruolo istituzionale. Ha letto i temi del programma e ha ribadito la dimensione collettiva dell’azione pubblica: ognuno deve fare la propria parte, ma il lavoro comune cambia la scala dei risultati.
La rettrice Giovanna Spatari ha richiamato il tema della partecipazione consapevole come base della cittadinanza attiva, ringraziando l’Ufficio diocesano e la Pastorale universitaria per il rilancio dell’iniziativa e le associazioni coinvolte. Ha assicurato il supporto dell’ateneo con gli strumenti disponibili e ha parlato della necessità di una “rimappatura dell’esistente”, formula che rimanda a un contesto sociale e politico in trasformazione, dove le categorie tradizionali mostrano segni di logoramento.
Padre Siracusano ha ricostruito la genealogia del progetto: le esperienze formative sulla dottrina sociale, i laboratori avviati tra il 2013 e il 2015, i percorsi su lavoro e città fino al 2020, poi l’interruzione dovuta alla pandemia. Negli ultimi anni, ha osservato, la politica è rimasta ai margini della formazione. Da qui la decisione di ripartire, senza logiche di schieramento, accompagnando chi opera nelle istituzioni e rimettendo il tema politico al centro del dibattito ecclesiale e civile. È stato lo stesso Siracusano ad annunciare che la prima lezione si terrà il 4 febbraio.
Il percorso avrà durata biennale, con 13 incontri a cadenza mensile, dalle 18 alle 20, nei dipartimenti di Giurisprudenza, Economia e Scienze politiche. Il primo anno prevede moduli su dottrina sociale, politiche pubbliche, organizzazione del Comune, sanità, bilancio comunale, globalizzazione e ruolo delle istituzioni europee, oltre a un focus sul territorio con il report Caritas. Il secondo anno affronterà temi come economia civile, famiglia, lavoro e impresa. Le lezioni saranno affiancate da laboratori curati dalle associazioni promotrici.
L’impianto del progetto punta a intrecciare istituzioni, università, mondo associativo e realtà produttive, con l’idea di leggere il territorio come spazio di politiche pubbliche e sviluppo. Nel lessico degli organizzatori ricorrono parole come rete, competenze, responsabilità condivisa, con un accento sul rapporto tra impegno sociale, visione etica e dimensione imprenditoriale.
Tra i destinatari indicati figurano giovani, studenti universitari, laici, amministratori locali e consiglieri. È previsto un attestato di partecipazione e una quota simbolica di iscrizione.
L’impianto richiama esperienze già sperimentate nel passato, aggiornate dopo la lunga pausa pandemica. La convergenza tra diocesi, università, sindacati e associazioni cattoliche segnala un tentativo di costruire un lessico condiviso su politiche pubbliche, partecipazione e amministrazione, in una città in cui questi temi oscillano tra cicli di attenzione e fasi di inerzia, e dove la formazione politica resta un terreno intermittente, più evocato che strutturato.
Riparte il percorso diocesano di formazione socio-politica, biennio ospitato dall’università
