Si è svolto mercoledì 11 marzo 2026, presso l’Auditorium “Mons. D. Amoroso” dell’Istituto Teologico San Tommaso di Messina, un nuovo appuntamento del ciclo culturale “Conversazioni letterarie 10.0”. L’incontro, dal titolo “Dalla parte dei vinti: I Persiani di Eschilo” ha approfondito, dal punto di vista storico e letterario, una delle tragedie più importanti della Grecia antica.
Dopo i saluti istituzionali del Direttore Don Gianni Russo, la prof.ssa Maria De Luca, classicista, ha analizzato la tragedia corale rappresentata per la prima volta nel 472 a.C. ad Atene. La relatrice ha narrato le conseguenze della sconfitta dell’esercito persiano nella Battaglia di Salamina del 480 a.C., episodio decisivo delle guerre persiane combattute tra le città greche e l’impero guidato dal re Serse I.
Un aspetto particolarmente originale della tragedia è stato il punto di vista scelto da Eschilo: la vicenda è stata raccontata non dai vincitori greci, ma dal popolo persiano sconfitto. Attraverso questa prospettiva, il poeta ha mostrato il dolore e la disperazione della corte imperiale che attendeva notizie dal fronte.
Tra i personaggi centrali della tragedia è stata ricordata Atossa, madre di Serse e moglie del grande sovrano persiano Dario I. Nel dramma Atossa ha espresso la preoccupazione per il destino del figlio e dell’impero, mentre il coro degli anziani persiani ha condiviso l’angoscia per le sorti dell’esercito.
Un momento chiave della tragedia è stato il racconto portato da Anghelos, il messaggero, che ha riferito con grande intensità la distruzione della flotta persiana nella battaglia di Salamina. Successivamente, evocato dalla regina, è apparso lo spirito del defunto re Dario, che ha interpretato la sconfitta come conseguenza della hybris, la tracotanza umana di fronte al destino.
Durante l’incontro è stato inoltre ricordato che lo stesso Eschilo aveva partecipato alle guerre contro i persiani, combattendo nella Battaglia di Maratona, esperienza che ha conferito alla sua opera un forte valore storico e testimoniale.
L’iniziativa ha coinvolto appassionati di letteratura classica, offrendo una riflessione sul valore universale della tragedia antica. Raccontando la guerra dal punto di vista degli sconfitti la De Luca ha invitato il pubblico a meditare sulle conseguenze dei conflitti e sulla fragilità del potere umano.
In conclusione, la relatrice ha manifestato il proprio rammarico per la calendarizzazione delle tragedie classiche quest’anno al Teatro Greco di Siracusa. Dopo Antigone e Alcesti, i Persiani sono stati programmati a metà giugno, questo non permetterà agli studenti degli istituti di secondo grado di partecipare.
Un’occasione che, secondo la docente, avrebbe potuto aiutare gli studenti a comprendere come, nelle guerre raccontate dalla tragedia antica, non esistano vincitori e vinti, sottoposti entrambi alla volontà divina ma emerga soprattutto la fragilità umana e l’inutilità della guerra.
Tema oggi, purtroppo attuale.
