Gli autotrasportatori siciliani scioperano contro il caro carburante, merci bloccate fino al 18 aprile

E’ iniziato stanotte lo sciopero indetto dal Comitato Autotrasportatori Siciliani, una protesta contro il caro carburante che durerà fino a sabato 18 aprile e che interesserà l’intero sistema logistico dell’isola. Non sono previsti stop stradali o presidi, ma “solamente” un blocco alle operazioni di carico e scarico dei semirimorchi delle navi. Come dichiarato dal Segretario del Comitato Salvatore Bella, fino a questo momento il 90% delle imprese del settore ha aderito alla protesta: “Ci siamo staccati da tempo perché i trasportatori siciliani hanno esigenze diverse rispetto agli altri, da noi è tutto più difficile e più caro. Da due anni paghiamo circa 400 euro in più per viaggiare sulle navi, perché le compagnie di navigazione hanno trasferito le loro spese su di noi, facendo lievitare le nostre spese. A questo si aggiunge l’aumento del costo del carburante.” Sotto i riflettori anche la gestione delle risorse legate alla tassa europea ETS, gli autotrasportatori chiedono che tali rinforzi economici vengano destinati al Ministero delle Infrastrutture in modo da rafforzare il settore del trasporto via mare. La Grande distribuzione alimentare sarà il settore più colpito, in attesa di passi avanti da parte del Governo che, secondo Bella, deve impegnarsi in maniera concreta e formale per risolvere la questione. Il Segretario ha sottolineato la disponibilità al confronto della Regione, che però in questa circostanza può solo limitarsi a fare pressione sulle alte cariche nazionali: “La soluzione può arrivare soltanto dal governo nazionale: ci siamo già confrontati col ministro Matteo Salvini e col viceministro Edoardo Rixi, aspettiamo le loro risposte”. Al momento non sono previste ulteriori proteste fra Messina e Villa San Giovanni.

 

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