Non è bastata la data “critica” di venerdì 17 a fermare la curiosità di un folto gruppo di appassionati di Beni Culturali provenienti da Modica. Complice una splendida giornata di sole, la delegazione della città barocca patrimonio UNESCO ha scelto di esplorare una Messina insolita, lontana dai circuiti turistici più battuti, guidata dall’esperienza e dalla narrazione di Mirella Spillicchi.
Il cuore pulsante dell’itinerario è stata la visita alla Chiesa di Santa Maria degli Alemanna. Sebbene Messina sia nota per le sue stratificazioni barocche e moderne, questo sito rappresenta un’eccezione straordinaria: è infatti l’unica testimonianza di puro stile gotico nel Mediterraneo.
Sotto la guida attenta di Mirella Spillicchi, i visitatori hanno potuto ammirare la raffinata esecuzione delle sculture e l’imponenza delle arcate a sesto acuto. Nonostante i secoli di incuria e la pressione dell’urbanizzazione circostante, la struttura conserva un fascino severo e maestoso che ha lasciato stupiti gli ospiti modicani, abituati alla morbidezza del tardobarocco del Val di Noto. La Spillicchi ha sottolineato come la perizia costruttiva di queste pietre sia un simbolo di resistenza culturale, un monito di bellezza che sopravvive al tempo e agli uomini.
Il tour non si è fermato al gotico. La mattinata ha offerto scorci di rara monumentalità: il gruppo ha visitato il Forte San Salvatore e la Lanterna del Montorsoli: luoghi simbolo della difesa e del legame indissolubile tra la città e il suo porto, architetture che spesso sfuggono persino allo sguardo degli stessi messinesi. Ha poi proseguito con l’Istituto Talassografico: un viaggio tra storia e scienza. I partecipanti sono rimasti entusiasti della ricchezza degli arredi d’epoca e dell’importanza dei materiali scientifici custoditi, testimonianza di una Messina che fu (ed è) capitale della ricerca marina.
L’incontro tra la comunità di Modica e le bellezze di Messina conferma quanto la Sicilia sia un mosaico inesauribile. Grazie alla narrazione appassionata della guida Mirella Spillicchi, i visitatori hanno lasciato la città dello Stretto con una consapevolezza nuova: Messina non è solo una porta di passaggio, ma uno scrigno di segreti che attendono solo di essere raccontati.
