“Sorprende che si provi a strumentalizzare una riflessione politica chiara, peraltro non letta con attenzione, visto che è stata riscontrata dopo pochi minuti”. Così Antonella Russo, candidata sindaca di Messina, replica alle dichiarazioni del dimissionario Federico Basile.
“Ho parlato di ‘chili di liste’, non di ‘persone’. Il mio riferimento era chiaro e resta tale: non ai candidati (per i quali ho già manifestato dispiacere nel caso in cui non possano competere per eventuali esclusioni di liste), ma a un modo di intendere la politica come occupazione numerica della città. Quando si mettono in campo oltre mille candidati tra Comune e Quartieri, il tema non è la quantità delle persone coinvolte, ma la qualità della proposta politica”.
“Basile tira fuori Genovese, ma lo fa confondendo i piani e solo per buttare la palla in tribuna, perché se si riferisce al numero di liste che facevano parte delle coalizioni di centrosinistra, finge di non sapere che quelle coalizioni erano composte da più partiti e da liste civiche, e che le liste civiche hanno raccolto le firme, cosa che non ha fatto lui. Nel 2005 (21 anni fa!) io NON ero candidata. Nel 2013 (non 2012 cit.) con Felice Calabrò le liste a sostegno erano 8 e con Franco De Domenico (2022) erano 4, quindi mai ci sono state 15 liste!
Basile chiede le mie scuse? Le scuse, semmai, dovrebbe farle lui. E dovrebbe farle insieme al suo dante causa: ai suoi candidati, per la confusione generata da una moltiplicazione di liste di fatto identiche; e alla città di Messina, che rischia di essere trascinata in un nuovo commissariamento”.
Russo respinge, quindi, le accuse: “Trovo paradossale che si provi a trasformare una riflessione politica in un’offesa personale. Il rispetto per chi si candida e si impegna in politica non è mai stato messo in discussione e mai lo sarà. Non arretrerò di un passo nel sostenere che la politica deve tornare a essere qualità, responsabilità e rispetto dei cittadini, non una semplice somma numerica”.
La candidata sindaca conclude: “Non mi interessa entrare in polemiche sterili né rispondere a ricostruzioni del passato tirate fuori ad arte e che dimostrano che abbiamo toccato un nervo scoperto, altrimenti dovrei chiedere a Basile o al suo dante causa politico quali e quanti giri partitici hanno fatto in quei periodi. Di Basile, a proposito di memoria corta, ricordo la sua candidatura al consiglio comunale nel 2013 nel gruppo dei “Democratici riformisti”, guarda caso proprio a sostegno del candidato del Pd; ma lui lo avrà dimenticato, altrimenti non avrebbe qualificato trasformismo il fenomeno di chi dal centrosinistra ora milita in Sud chiama Nord…
Ognuno ha la propria storia politica alle spalle e parla da sola; la mia, a differenza di tanti, è stata sempre all’insegna della coerenza.
Il tema politico resta: l’anomalia di un movimento locale attorno al quale ruotano ben 15 liste diverse, cosa mai successa in passato. Solo per fare un piccolo esempio, nelle ultime amministrative di Milano le liste complessive, appartenenti a tutti i partiti e movimenti politici, erano 25; poco inferiori a quelle delle amministrative di Roma, dove vinse il sindaco del Pd con il misero numero di 7 liste, e si parla di Roma. Solo a Messina si vuol far passare la quantità di liste come qualità di proposta politica”.
Antonella Russo replica a Basile: “Sorprende che si provi a strumentalizzare una riflessione politica chiara”
