Grande successo per “Come pesci sugli scogli”, andato in scena il 29 e 30 aprile al Palacultura

“Come pesci sugli scogli” si afferma come una delle esperienze teatrali più incisive per il pubblico studentesco messinese, capace di coniugare intensità emotiva e responsabilità civile. Tratto dall’omonimo romanzo di Simona Moraci e diretto con acume da Alessandro Alù, lo spettacolo, andato in scena il 29 e 30 aprile al Palacultura per la produzione della compagnia Vaudeville, ha saputo coinvolgere profondamente le scuole della città e della provincia, suscitando una partecipazione autentica e vibrante.
La regia di Alù si distingue per maturità espressiva e rigore etico: il suo sguardo, al contempo lucido e partecipe, evita ogni compiacimento e costruisce un impianto scenico di forte coerenza, in cui ogni elemento concorre a delineare un universo drammatico denso e stratificato. Con fine sensibilità, il regista orchestra una narrazione corale che affronta temi urgenti come il bullismo e la violenza di genere, restituendone la complessità senza indulgere in facili semplificazioni. Ne deriva una tensione costante, che attraversa l’intera rappresentazione e chiama lo spettatore a un confronto diretto, mai mediato da soluzioni consolatorie.
In questo disegno registico trova piena realizzazione un cast di notevole livello, capace di restituire con intensità e precisione le sfumature emotive dei personaggi. Ruben Maddocco offre un Saverio di grande forza espressiva, segnato da una vulnerabilità che si fa progressivamente lacerante. A fronteggiarlo è il Luca di Joele Loria, figura perturbante e complessa, in cui la violenza si intreccia a una sofferenza irrisolta: l’attore ne restituisce con efficacia la deriva interiore, rendendo palpabile il dramma di un dolore che si trasfigura in aggressività. Accanto a loro, Martina Chiappetta e Letterio Silipigni delineano con misura e autenticità le figure di Chiara e Claudio, presenze luminose che introducono possibilità di riscatto in un contesto segnato dall’ombra. L’intero ensemble — da Carmen Licata a Giosi Caristi, da Eugenio Meo a Gabriele Caprì, fino a Sergio Nicolaci, Siria Vito, Cristina Munafò, Domenico Barba, Marielide Colicchia, Angelo Centorrino e Pina Battiato — contribuisce con disciplina e sensibilità a una costruzione corale compatta e armonica, in cui ogni intervento scenico appare necessario e pienamente integrato.
Determinante, inoltre, il contributo visivo dei trucchi realizzati da Giorgia Prisa, capaci di amplificare l’impatto drammatico di alcune sequenze, così come la colonna sonora originale che dialoga con la scena intensificandone la carica emotiva e rendendola vicina alla sensibilità dei giovani. Ma è proprio nel rapporto con il pubblico che lo spettacolo rivela la sua forza più autentica: gli spettatori, lungi dal rimanere osservatori passivi, sono coinvolti in un’esperienza che li scuote nel profondo, sollecitando emozioni vive e, al contempo, una riflessione critica sui temi messi in scena. “Come pesci sugli scogli” è capace di trasformare il teatro in uno spazio di consapevolezza condivisa, dove l’emozione si fa strumento di conoscenza e possibilità di cambiamento.

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