Verso le amministrative 2026, chi sono e cosa propongono i cinque candidati a sindaco? seconda parte

Dopo la sintesi di ieri sui candidati e sulle loro personalità, ecco la seconda puntata con i punti principali che differenziano i programmi di ciascuno e una presentazione generale del loro approccio.
I programmi nei punti principali:
Federico Basile: un approccio “smart” e un salto di scala.
Basile si distingue dagli altri candidati per un’impostazione che punta sulla continuità amministrativa e sul lancio di quella che definisce una seconda fase del suo mandato. Propone un salto di scala: il suo programma non si presenta come una rottura, ma come il completamento e l’accelerazione di un percorso già avviato. I tre assi più caratterizzanti sono la smart city, con digitalizzazione e uso dei dati nella gestione urbana; la proiezione di Messina come hub del Mediterraneo e dell’Area dello Stretto; e l’attrazione di investimenti attraverso l’innovazione.
Smart city e digitalizzazione come asse identitario
Tutti parlano di semplificazione e macchina comunale più efficiente, ma Basile fa della tecnologia uno dei pilastri centrali del programma. La piattaforma MeSM@RT, l’app ImpleME, lo “sportello unico in tasca”, i servizi comunali da smartphone, l’uso di sensori IoT per rete idrica e torrenti, il monitoraggio h24 e il progetto di digital twin della città sono elementi molto caratterizzanti del suo programma.
Messina hub del Mediterraneo e scala metropolitana
Basile è il candidato che più insiste sul salto di scala: Messina non solo come Comune, ma come centro dell’Area dello Stretto e della Città metropolitana. Il programma parla di “Messina Hub del Mediterraneo”, di Regione dello Stretto, di integrazione con Reggio Calabria, aeroporto, metropolitana del mare, turismo metropolitano e ruolo direzionale rispetto a Eolie, Taormina, Nebrodi e Peloritani. È una visione più ampio respiro geografico e territoriale rispetto a quella degli avversari.
Innovazione economica, grandi progetti e attrazione di investimenti
Il terzo tratto distintivo è la scommessa su un ecosistema dell’innovazione: I-Hub, Cittadella della tecnologia per la salute, Hydrogen Valley, Messina Solar Hub e Invest Messina. Qui Basile propone di collegare Università, Cnr, imprese e investitori per creare startup, brevetti e lavoro qualificato, con un target indicato di 500 posti di lavoro qualificati nel primo quinquennio.
Marcello Scurria: una piattaforma programmatica dettagliata e il metodo della “città policentrica”
Marcello Scurria si differenzia dagli altri candidati soprattutto per l’impostazione del programma: meno centrata su unico asse identitario e più costruita come una piattaforma complessiva di governo, articolata in tredici punti. La sua proposta prova a tenere insieme quartieri, Stretto, rigenerazione urbana, welfare, mobilità, casa, sicurezza, partecipate, economia, formazione, cultura e digitalizzazione. Il tratto distintivo è l’idea di una Messina da governare come realtà complessa e policentrica, fatta di centro urbano, villaggi, costa, colline, area metropolitana e Stretto.
I tre punti che lo differenziano maggiormente:
Quartieri, villaggi e identità territoriale come punto di partenza
Il primo punto del programma è dedicato a “Quartieri, villaggi e identità territoriale”. Non è un dettaglio: Scurria parte dall’idea che Messina sia una realtà plurale, da governare nella sua complessità. La città non viene letta solo come centro urbano, ma come insieme di villaggi, frazioni, comunità territoriali e identità locali. Questo lo avvicina ad alcune proposte degli altri candidati sul decentramento, ma lo differenzia per il peso simbolico e programmatico dato all’identità territoriale: il tema dei quartieri non è solo manutenzione o servizi di prossimità, ma diventa la chiave per ripensare l’intero governo della città.
Messina come Città metropolitana dello Stretto
Il secondo tratto distintivo è la centralità dello Stretto. Nel programma Scurria parla di “Messina Città Metropolitana dello Stretto” e propone una governance unitaria per trasformare lo Stretto da confine a piattaforma strategica del Mediterraneo. Anche Basile insiste sulla dimensione dello Stretto e del Mediterraneo, ma Scurria la inserisce dentro una visione più istituzionale e metropolitana: non solo hub tecnologico o smart city, ma costruzione di una governance territoriale capace di legare Messina, l’area dello Stretto e le funzioni metropolitane.
Rigenerazione urbana, servizi e macchina amministrativa come architettura di governo
Il terzo elemento distintivo è l’attenzione alla città da riorganizzare nelle sue funzioni essenziali. Il programma dedica punti specifici ad assetto del territorio e rigenerazione urbana, welfare e servizi alla persona, mobilità, casa, sicurezza, società partecipate, economia, formazione, cultura e smart city.
Antonella Russo: la “cura” come metodo politico e la città che si ricostruisce dal basso
Antonella Russo si differenzia dagli altri candidati soprattutto per l’impostazione culturale e politica del programma. La sua proposta parte da una parola chiave: cura.
Il programma è costruito attorno all’idea di “Messina, la città che torna a prendersi cura di sé”. Cura della democrazia, delle istituzioni, delle persone, del lavoro, del territorio, dell’abitare, della città, della conoscenza, della mobilità, dei giovani e dello sport. La cornice è quindi quella di una città da rimettere in movimento non “sulla città, ma con la città”: una Messina che non va rifondata da zero, ma deve essere ricucita attraverso partecipazione, diritti, welfare, prossimità e trasparenza.
Ecco i tre punti che la differenziano maggiormente:
Partecipazione, diritti e municipalità come base del governo cittadino
Il primo tratto distintivo è la centralità della democrazia di prossimità. Russo propone di dare ai Municipi capacità decisionale, autonomia gestionale, competenze e risorse adeguate, a partire da manutenzione ordinaria, strade, marciapiedi, verde e spazi pubblici. A questo affianca case di quartiere, bilancio partecipato, trasparenza, open data e un maggiore ruolo degli organi democratici.
In questa cornice rientrano anche i diritti civili: città multiculturale, contrasto a discriminazioni e ghettizzazione, bilancio di genere, rapporto strutturato con comunità LGBTQIA+ e associazioni, ufficio dedicato al coordinamento delle politiche pubbliche e presidi più inclusivi di tutela, case rifugio e centri antiviolenza.
Welfare, lavoro e abitare come politiche di cura
Il secondo elemento caratterizzante è l’idea di welfare come infrastruttura della città. Russo propone asili nido, scuole dell’infanzia, doposcuola, albo comunale delle baby sitter, conciliazione tra lavoro e vita familiare, contrasto alla violenza di genere, assistenza domiciliare, presa in carico integrata per anziani, persone con disabilità, malati cronici e non autosufficienti.
Alla cura delle persone si lega la cura del lavoro: Patto per il lavoro con parti sociali, imprese, università, ITS, scuole e Terzo settore; Carta comunale del lavoro negli appalti pubblici; parità di genere, salari dignitosi, clausole sociali, sicurezza e contrasto al lavoro povero. Sul versante abitativo, il programma prevede il completamento del risanamento e dello sbaraccamento, il recupero del patrimonio esistente, il social housing diffuso, il sostegno contro sfratti e povertà abitativa e servizi per le persone senza dimora.
No al Ponte, sicurezza del territorio e mare come spazio pubblico

Il terzo tratto distintivo è la posizione netta sul Ponte e il modo in cui Russo collega mobilità, territorio e mare. Il programma prevede l’opposizione al Ponte sullo Stretto in tutte le sedi politiche, amministrative e giudiziarie. Le priorità indicate sono altre: traghettamento moderno, collegamenti ferroviari efficienti, logistica portuale avanzata, mobilità sostenibile e sicurezza del territorio.
Russo propone un piano di messa in sicurezza su torrenti, coste, colline, versanti, viabilità fragile e vie di fuga dei villaggi. Sul fronte della mobilità punta su integrazione tram-autobus, rafforzamento delle linee collinari, collegamenti con i villaggi, revisione di piste ciclabili, parcheggi di interscambio, Ztl e strisce blu. Il mare viene indicato come primo grande spazio pubblico di Messina, da rendere più accessibile, fruibile, rinaturalizzato e integrato alla vita quotidiana della città.
Gaetano Sciacca: il candidato tecnico, tra viabilità e messa in sicurezza

Gaetano Sciacca si differenzia dagli altri candidati soprattutto per l’approccio. La sua candidatura nasce dall’idea di affrontare le criticità strutturali della città partendo da analisi tecniche e priorità operative. Sciacca, rispetto agli avversari, ha un’impostazione più concentrata sui problemi materiali della città come strade, traffico, sicurezza del territorio, infrastrutture, torrenti e cantieri e più focalizzata su alcune urgenze considerate preliminari a ogni sviluppo.
La sua sintesi programmatica è molto netta: prima viabilità e mobilità, poi messa in sicurezza del territorio, quindi infrastrutture.
Ecco i tre i punti che lo differenziano maggiormente:
Viabilità e mobilità come emergenza principale
Sciacca è il candidato che più mette la viabilità al centro della proposta. La mobilità non viene trattata solo come tema di sostenibilità o trasporto pubblico, ma come nodo strutturale da sciogliere per far funzionare la città. Tra le soluzioni indicate ci sono lo scioglimento degli imbuti viari, una revisione complessiva della mobilità, critiche alle piste ciclabili nei punti più congestionati e una proposta di modifica del percorso del tram, in particolare nella zona di Provinciale e lungo la Cortina del porto.
Messa in sicurezza del territorio come condizione per lo sviluppo
Il secondo tratto distintivo è la centralità della sicurezza territoriale. Sciacca insiste su fragilità idrogeologica, torrenti, infrastrutture e prevenzione del rischio. Tra le proposte riportate c’è anche l’eliminazione dei parcheggi sopra alcuni torrenti coperti, come Zaera, Giostra e Papardo, da ricollocare in aree adiacenti. È una visione molto legata alla sua esperienza tecnica: prima mettere in sicurezza la città, poi costruire sviluppo.
Costa, villaggi e rigenerazione con taglio operativo
Il terzo elemento caratterizzante è l’attenzione a costa, villaggi e aree dimenticate, ma con un taglio più operativo che narrativo. Sciacca parla di Waterfront Sud, Zona Falcata, restituzione dell’affaccio a mare ai cittadini, rilancio della cantieristica e recupero dei villaggi abbandonati, anche richiamando il “modello Riace” per realtà come Masse, Molino e Altolia. Dentro questa cornice rientrano anche il contrasto al centro commerciale di Zafferia, il sostegno al commercio di prossimità, la riduzione delle partecipate e il baratto amministrativo.
Lillo Valvieri: il candidato del popolo e dei problemi quotidiani
Lillo Valvieri si distingue dagli altri candidati per un’impostazione più diretta, popolare e concreta. Il suo programma è meno strutturato sul piano tecnico rispetto a quelli di Basile, Russo o Scurria, ma ha una cifra riconoscibile: partire dai bisogni quotidiani dei cittadini, dalle periferie, dal lavoro manuale, dal piccolo commercio e dalle aree della città considerate dimenticate.
La sua candidatura si presenta come alternativa a una politica percepita distante, con l’obiettivo di dare voce a commercianti, artigiani, giovani che hanno lasciato la scuola, famiglie, residenti dei villaggi e categorie che chiedono ascolto. Il messaggio è quello di una politica “al fianco dei cittadini”, meno legata ai grandi schemi amministrativi e più orientata a interventi visibili, immediati e comprensibili.
Tre i punti che lo differenziano maggiormente.
Formazione, mestieri e lavoro pratico
Il primo elemento distintivo è l’attenzione alla formazione professionale e ai mestieri. Valvieri propone percorsi per ragazzi che hanno lasciato la scuola, puntando su figure oggi difficili da reperire: elettricisti, idraulici, carpentieri, muratori, artigiani. L’idea è collegare la formazione alle aziende locali attraverso stage, tirocini reali, certificazioni professionali e borse di studio per chi vuole continuare a studiare.
È una proposta che guarda meno all’innovazione tecnologica e più al lavoro concreto, manuale e immediatamente spendibile. In questa cornice rientra anche il rilancio della zona artigianale e industriale di Larderia, indicata come possibile polo produttivo per nuove fabbriche, attività locali e beni di prima necessità.
Commercio, turismo popolare e riuso degli spazi urbani
Il secondo tratto caratterizzante è l’attenzione a commercio, piccole imprese e turismo di prossimità. Valvieri propone incentivi per nuove attività, sostegno ai negozi di quartiere, valorizzazione dei mercati locali, delle produzioni tipiche e dell’artigianato. L’obiettivo è far crescere lavoro stabile sia nei villaggi sia nel centro.
Molte proposte puntano sul recupero di luoghi simbolici: l’ex Fiera da trasformare in spazio commerciale per croceristi, con prodotti tipici e artigianato locale; il Viale San Martino come luogo di eventi artistici nei fine settimana; Santa Maria di Gesù e la possibile tomba di Antonello da Messina come attrattori culturali; il Baby Park come spazio per famiglie e ragazzi. In questa visione, cultura, turismo e commercio diventano strumenti semplici per creare movimento economico.
Mare, grandi idee urbane e infrastrutture dal forte impatto visivo
Il terzo elemento che distingue Valvieri è una serie di proposte molto visibili sul rapporto tra Messina, mare e infrastrutture. Nel programma compaiono porticcioli turistici e per la pesca lungo la costa, in particolare a Torre Faro e Ganzirri, frangiflutti per proteggere la costa tirrenica, collegamenti rapidi con l’aeroporto di Reggio Calabria e una riqualificazione radicale della Zona Falcata e del fronte mare fino a Gazzi, con alberghi, lidi, aree verdi, spazi turistici e persino grattacieli moderni.
A questo si aggiungono proposte come la funivia turistica dei laghi di Ganzirri e Torre Faro, il parcheggio multipiano all’ex Gasometro con servizi e attività, la copertura del torrente Annunziata per migliorare la viabilità, nuovi svincoli autostradali ed eliporti strategici per la Protezione civile. Sono idee che puntano a dare una nuova immagine della città, con un linguaggio più immediato e popolare rispetto agli altri programmi.

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