Domani a Ragusa il Messina si gioca il futuro, Feola: “Non dobbiamo fare calcoli”

Il momento della verità è arrivato, domani allo stadio “Aldo Campo” di Ragusa si gioca il playout di Serie D Ragusa-Messina.  Gli iblei, con il miglior posizionamento in campionato si sono guadagnati due vantaggi fondamentali: giocare davanti al proprio pubblico e poter puntare ad un pareggio nei 120 minuti. Secondo il format, in caso di parità al termine dei 90 minuti sono previsti i tempi supplementari ma non i rigori, quindi qualora si dovesse confermare la parità sarebbe il Ragusa a mantenere la categoria. Proprio per questo il Messina non può permettersi di fare calcoli di alcun tipo, anche perché come ha dichiarato in conferenza mister Vincenzo Feola: ” Questa squadra se pensa troppo va in difficoltà”. Domani stato di forma, tattica e risultati precedenti conteranno fino ad un certo punto. La partita si giocherà molto sull’aspetto nervoso. Feola nonostante la grande esperienza non ha mai vissuto un playout in tutta la sua carriera da allenatore, ma sa benissimo che in questi casi caricare la squadra di ulteriori pressioni potrebbe essere deleterio: “In queste partite c’è poco da dire alla squadra ma molto da fare e soprattutto dare. Messina ti dà una pressione dieci volte maggiore rispetto ad altre squadre, ma in questa situazioni bisogna mantenere i nervi saldi ed essere sereni, consapevoli dell’importanza e della difficoltà della partita.” Se è vero che Messina dà molta pressione, è anche vero che sa dare altrettanto amore. Domani infatti è previsto un esodo di tifosi giallorossi, con i circa 300 biglietti messi a disposizione andati sold out in pochissimi minuti. Nonostante non sia stata accolta la richiesta della società di circa 1000 tagliandi, Feola riconosce l’importanza del tifo peloritano: “Sono un fattore importante, avere il pubblico dalla nostra parte fa piacere e ti dà qualcosa in più. A prescindere dalla gente che ci sarà, però, dobbiamo pensare a noi stessi, fare la partita e salvare il Messina.”

Raggiungere la salvezza significherebbe non solo conquistare un obiettivo che ad inizio anno sembrava ai limiti dell’impossibile, ma soprattutto poter iniziare a programmare il futuro con una serenità che quest’anno non c’è praticamente mai stata.

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