Finisce 0-0 il playout fra Ragusa e Messina, giallorossi ufficialmente retrocessi in Eccellenza

È arrivata la sentenza che nessun messinese avrebbe voluto ricevere, il Messina retrocede in Eccellenza. Finisce 0-0 dopo i tempi supplementari la sfida dello stadio “Aldo Campo” di Ragusa.
Il Messina scende in campo con un modulo ibrido, 4-3-3 in fase di possesso con la retroguardia composta da Bombaci, Trasciani, Bosia e Clemente, in mediana Garufi, Zucco e Matese ed un tridente con Toure, Tedesco ed Oliviero. In fase difensiva scala Oliviero andando a formare un 3-5-2 di contenimento.
I primi istanti di partita sono già un’anteprima del primo tempo, pochi secondi dopo il calcio d’inizio infatti vengono ammoniti Trasciani e Golfo per un battibecco.
La gara scorre su ritmi compassati, partono meglio i padroni di casa ma senza particolari occasioni da rete. Il Messina in evidente difficoltà nello sviluppo del gioco, tanti errori tecnici e nervosismo più che evidente. Il Ragusa tiene bene il campo, ostruisce tutte le linee di passaggio e controlla la partita. Solo negli istanti finali della frazione arriva un’occasione per gli iblei con un’azione solitaria di D’Innocenzo che però non impensierisce Giardino.
Il secondo tempo riparte con un cambio, fuori uno spento Oliviero e dentro Roseti, Messina col doppio centravanti.
I risultati non sembrano arrivare e Feola prova ulteriormente a cambiare le carte in tavola, dentro Zerbo al posto di Zucco e De Caro al posto di Clemente, costretto ad uscire a causa di una gomitata al volto.
Dopo una partita deludente e priva di occasioni particolari, a 20 minuti dalla fine il Messina sembra entrare in partita.
Al minuto 78 arriva una chance enorme per i giallorossi: punizione dalla trequarti battuta sul secondo palo da Saverino, appena entrato al posto di Matese, con Bosia che svetta più in alto di tutti ed incorna alle spalle del portiere avversario. La gioia però dura solo qualche secondo, l’arbitro ed il suo assistente ravvisano una posizione di fuorigioco dello stesso Bosia, che porta quindi all’annullamento della rete.
Al minuto 89 è ancora Bosia a sfiorare il vantaggio, sempre su calcio di punizione battuto da Saverino la difesa avversaria fatica a respingere, la palla arriva al numero 4 che schiaccia di sinistro e trova un attento Esposito.
Ancora Saverino pericolosissimo con l’ennesima punizione, stavolta dal limite dell’area prova la conclusione a sorprendere Esposito che compie un miracolo e di fatto manda la partita ai supplementari.
Il primo tempo supplementare è una replica esatta dei primi 70 minuti di partita, poche idee e tanto nervosismo. Lo stesso mister Feola cade nel tranello e si fa espellere dopo una sfuriata nei confronti dell’arbitro per un fallo fischiato ai danni di Saverino. Il Ragusa continua nella sua partita difensiva senza sbavatura e con ancora meno interesse nel provare a trovare il vantaggio.
Gli ultimi 15 minuti di partita iniziano con un espulsione per il Ragusa, Benassi lascia i suoi in 10 per un brutto fallo su Maisano. Il Messina a questo punto prova a buttarsi in avanti ma lo fa in maniera estremamente frettolosa. Il tempo scorre inesorabilmente fra perdite di tempo, falli e palloni scomparsi a bordo campo. La grande occasione arriva all’ultimo minuto con Roseti che dopo una serie di rimpalli si avventa sul pallone, colpisce a pochi metri dalla porta e trova un grandissimo Esposito. Il match termina sullo 0-0 con il Ragusa che festeggia con i propri tifosi. In casa Messina tante lacrime ma soprattutto frustrazione. Ci sarà tempo per processi e sentenze, ma le scelte a partita in corso di mister Feola lasciano più di qualche perplessità, partendo dalla scelta di De Caro e non un elemento più offensivo come Maisano per sostituire l’infortunato Clemente, arrivando all’inserimento di un Kaprof che non ha apportato praticamente nulla dal suo arrivo in Sicilia. Il verdetto è durissimo nonostante fosse chiaro sin dall’inizio che sarebbe stata una stagione travagliata a dir poco. Va dato merito alla squadra di essersi conquistata l’opportunità di oggi nonostante i disastri della gestione precedente, ma adesso ovviamente i rimpianti sono enormi.

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