UniMe Sustainability Day, al Rettorato successo per lo “Swap party” contro il fast fashion

La sostenibilità raccontata non soltanto attraverso incontri e parole, ma con esperienze concrete capaci di coinvolgere direttamente gli studenti. È questo il filo conduttore dell’“UniMe Sustainability Day”, la giornata promossa dall’Università degli Studi di Messina che oggi ha trasformato il cortile del Rettorato in uno spazio dedicato ad ambiente, economia circolare e consumo responsabile.
Tra le iniziative che hanno attirato maggiore partecipazione lo “Swap party – Give your clothes a second life”, la “festa dello scambio” organizzata dall’associazione Crescendo insieme a “UniMe Ambassador” e alla comunità studentesca “RUS”.
Per tutta la mattinata studenti e partecipanti hanno portato vestiti e accessori inutilizzati da scambiare con altri capi, scegliendo il riuso come alternativa al consumo veloce imposto dal fast fashion. Un gesto semplice, ma dal forte valore simbolico, inserito all’interno di un programma più ampio dedicato alla sostenibilità e alla diffusione di pratiche quotidiane più consapevoli.
L’obiettivo della giornata, infatti, è stato quello di dimostrare come la sostenibilità possa diventare qualcosa di concreto e accessibile, capace di uscire dai convegni e tradursi in azioni quotidiane. In questo senso, lo “Swap party” ha rappresentato uno degli esempi più immediati del legame tra tutela ambientale, riduzione degli sprechi ed educazione al consumo responsabile.
A sottolineare il valore dell’iniziativa la professoressa Roberta Salomone, che ha evidenziato l’importanza di coinvolgere attivamente gli studenti in percorsi di sostenibilità partecipata, trasformando l’università in un luogo non soltanto di formazione teorica, ma anche di cittadinanza attiva.
Giuseppe Macaione, dottorando UniMe e rappresentante della comunità studentesca “RUS”, ha invece spiegato come l’idea dello “Swap party” sia nata dalla volontà di rendere il tema ambientale più vicino ai giovani, attraverso un’iniziativa semplice, informale e allo stesso tempo capace di lanciare un messaggio preciso contro sprechi e consumismo.
Accanto all’aspetto ambientale, spazio anche alla solidarietà: parte degli abiti raccolti sarà infatti destinata alle associazioni “Infinity” e “ODV Sagittario”, mentre altri capi verranno riutilizzati in progetti di eco design e recupero creativo.
Tra musica, confronto e partecipazione, il cortile del Rettorato si è così trasformato in un laboratorio a cielo aperto dedicato alla sostenibilità, dove il messaggio più forte è arrivato proprio dai piccoli gesti condivisi.

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