Al Teatro Greco di Siracusa è tornata in scena “Alcesti” di Euripide, diretta da Filippo Dini, nell’ambito della 61ª stagione delle Rappresentazioni Classiche della Fondazione INDA. Lo spettacolo, accolto da un teatro gremito, propone una versione moderna e intensa del mito antico, trasformandolo in una storia capace di parlare anche al pubblico di oggi.
Al centro della vicenda c’è Admeto, re di Fere, a cui gli dei concedono una possibilità impossibile: evitare la morte, ma solo se qualcuno accetterà di morire al suo posto. Nessuno, però, è disposto a sacrificarsi per lui, nemmeno i suoi anziani genitori. L’unica a compiere questa scelta è la moglie Alcesti, spinta da un amore totale che finirà per mettere tutti davanti alle proprie responsabilità.
La regia di Filippo Dini abbandona l’immaginario classico fatto di colonne e tuniche e porta la tragedia dentro una villa moderna, fredda ed essenziale, ideata da Gregorio Zurla. Un ambiente che rende ancora più evidente la distanza emotiva tra i personaggi e il senso di solitudine che attraversa tutta la storia.
Deniz Ozdogan interpreta Alcesti con intensità e misura, mentre Aldo Ottobrino dà volto a un Admeto fragile e tormentato. Denis Fasolo è invece un Eracle energico e umano, figura decisiva nel finale della tragedia. Lo stesso Filippo Dini sale sul palco nei panni di Ferete, padre di Admeto.
Ad accompagnare lo spettacolo ci sono anche le musiche di Paolo Fresu, che seguono gli attori senza mai sovrastarne le parole, creando un’atmosfera sospesa e malinconica. Importante anche il ruolo del coro, affidato agli allievi dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico e guidato da Carlo Orlando, che accompagna il pubblico dentro il dramma dei protagonisti.
Completano l’allestimento i costumi di Alessio Rosati, i movimenti scenici di Alessio Maria Romano e le luci di Pasquale Mari, che valorizzano lo spazio del Teatro Greco mantenendo sempre al centro le emozioni e i conflitti dei personaggi.
“Alcesti” resterà in scena a Siracusa fino al 6 giugno per quindici repliche, prima di proseguire la tournée al Teatro Grande di Pompei, al Teatro Romano di Ostia Antica e al Teatro Romano di Verona.
La stagione della Fondazione INDA, dedicata quest’anno al tema “Sconfinamenti”, comprende anche “Antigone” di Sofocle, “I Persiani” di Eschilo e il ritorno dell’“Iliade”, confermando ancora una volta Siracusa come uno dei luoghi più importanti per il teatro classico contemporaneo.
