“La silenziosa e attonita superstite nel vuoto di un tempo senza vicende, nell’abbandono di una miseria senza riparo” (dal celebre romanzo: I vecchi e i giovani, di L. Pirandello)
Questa era Girgenti per Luigi Pirandello non un semplice sfondo, ma una superstite che assume le sembianze di un personaggio sofferente, simbolo della decadenza dell’Italia post-unitaria e del fallimento degli ideali risorgimentali.
La città è rappresentata come un agglomerato di case arrampicate sulla collina, avvolte da una desolazione che riflette l’immobilismo e la disperazione dei suoi abitanti.
La Girgenti medievale prende il nome di Agrigento nel 1927, per volere del regime Fascista al fine di ripristinare il suono dell’antica colonia greca Akragas.
Situata lungo la costa sud-occidentale dell’isola, Agrigento è conosciuta in tutto il mondo per la celebre Valle dei Templi, uno dei siti archeologici più importanti della civiltà greca.
Nella sua Valle camminiamo in compagnia di Johann von Goethe che rimanendone folgorato ci descrive accuratamente i monumenti, lodando in particolare il Tempio della Concordia, per la sua linea snella e lo stato di conservazione, ma tale tempio è affiancato da quelli di Giunone, di Eracle e di Zeus Olimpio, un tempo uno dei più grandi dell’epoca classica.
La magnifica Valle, simbolo della città e uno dei più straordinari complessi archeologici del Mediterraneo, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.
Lasciamo il sito archeologico e sempre in compagnia di Goethe ci addentriamo nel centro storico della città, caratterizzato da vicoletti che seppur creano un labirinto intricato, comunque ci consegna monumenti storici e piazze ampie.
In effetti durante la sua permanenza ad Agrigento, il poeta soggiornò nello storico palazzo settecentesco Celauro, situato vicino a Via Atenea.
Altra attrazione è la Cattedrale di San Gerlando, che si trova nella zona alta della città, questa con la sua struttura normanna domina tutto il panorama cittadino.
Costruita proprio sopra un tempio dorico, le cui colonne originali sono ancora visibili è la Chiesa di Santa Maria dei Greci.
Chiudiamo il tour del centro con una sosta al Museo archeologico regionale che contiene la celebre statua del Telamone, una colossale figura mitologica che un tempo sorreggeva il Tempio di Zeus.
Alle pendici della città, citata da Goethe nei suoi diari per la sua straordinaria fertilità e per la vista panoramica è l‘area naturalistica conosciuta come l‘Orto di Goethe / Giardino di Bonamorone.
Usciamo dal centro e proseguiamo verso le campagne nella contrada Caos, una località rurale situata vicino a un bosco che nel dialetto locale veniva chiamato Càvusu, qui ci appare la casa natale di Luigi Pirandello, oggi trasformata in una casa-museo cheospita la Biblioteca dello scrittore.
Tra gli ulivi e il mare dal quel Caos inteso come flusso continuo dell’esistenza, incontenibile e irrazionale, che l’uomo tenta invano di imprigionare in “forme” e “maschere” rigide per darsi un’identità fittizia, nasce nel 1867 il Premio Nobel per la Letteratura: Luigi Pirandello.
Il premio non fu legato a una singola opera, ma riconobbe il valore dell’intera produzione dello scrittore, che aveva rivoluzionato il teatro mondiale spezzando la barriera tra finzione e realtà.
Ed in quella realtà adesso ritorniamo ed esattemente a pochi chilometri da Agrigento, si trova uno dei paesaggi più iconici della Sicilia: la Scala dei Turchi.
Questa scogliera di marna bianca, modellata nel tempo dal vento e dal mare, si erge con le sue forme sinuose e spettacolari, creando un contrasto mozzafiato con il blu intenso del Mediterraneo.
Raggiungibile con una breve passeggiata è il luogo ideale per ammirare il tramonto, quando la luce dorata rende la roccia ancora più suggestiva.
Il sito è protetto e negli ultimi anni sono state introdotte misure per preservarne la bellezza, limitando l’accesso diretto alla scogliera.
A pochi chilometri di distanza si trova Eraclea Minoa, un sito archeologico che ospita i resti di un’antica città greca affacciata su una delle spiagge più belle della Sicilia.
Il teatro greco, scavato nella roccia e affacciato sul mare, offre una vista spettacolare sulla costa circostante.
Proseguendo, si arriva a Sciacca, una cittadina ricca di fascino e storia. Famosa per le sue terme, le ceramiche artistiche e la vivace tradizione marinara, Sciacca ha anche un meraviglioso centro storico caratterizzato da stretti vicoli, palazzi nobiliari e chiese di grande pregio.
Uno degli eventi più importanti della città è il Carnevale di Sciacca, noto per i suoi spettacolari carri allegorici e le sfilate colorate che animano le strade con musica e danze.
Arroccato su una collina è il borgo di Sant’Angelo Muxaro. Piccolo paese legato alla leggenda del re sicano Kokalos, ospita numerose grotte e necropoli risalenti alla preistoria.
Camminare per le sue stradine permette di immergersi in un’atmosfera autentica, con panorami mozzafiato sulla valle del fiume Platani.
Il borgo offre anche esperienze legate alla cultura locale, con laboratori artigianali e degustazioni di prodotti tipici come il pane fatto in casa e il miele.
La leggenda siciliana di Kokalos narra le vicende dell’omonimo e saggio sovrano dei Sicani e del suo celebre ospite, l’inventore ateniese Dedalo.
Questi dopo essere fuggito dal labirinto di Creta, trovò riparo presso la corte di Kokalos.
Ma il potente re cretese Minosse sbarcò in Sicilia con una flotta imponente presso la foce del fiume Platani, per vendicarsi della fuga di Dedalo.
Kokalos, fingendo di accogliere benevolmente il cretese nel suo palazzo fortificato di Kamikos, consumò l’inganno fatale: mentre Minosse si rilassava nella vasca da bagno, le figlie di Kokalos (su istigazione di Dedalo) gli versarono acqua bollente, uccidendolo. Il corpo fu poi riconsegnato ai Cretesi, dicendo che Minosse era scivolato accidentalmente nell’acqua bollente.
La leggendaria capitale-fortezza Kamikos non è mai stata identificata con certezza assoluta, ma gli archeologi ritengono che il sito coincida con l’odierno comune di Sant’Angelo Muxaro, in provincia di Agrigento.
L’area è rinomata per le sue suggestive tombe a tholos (a cupola) scavate nella roccia e per il ritrovamento di preziosi reperti.
Tra pochi giorni ci ricongiungeremo con Goethe a Selinunte nella Provincia di Trapani.
