Poesia, cinema e arte figurative ai massimi livelli nella Provincia di Palermo

 

Ormai è da giorni che siamo in cammino da Segesta verso Palermo, la quale non è solo una città ricca di storia e cultura, ma è anche circondata da centri affascinanti e ricchi di tesori tra i quali v’è:

Monreale sito a pochi chilometri dalla capitale della Sicilia, conosciuto per le sue bellezze normanne d’inestimabile valore che gli hanno valso, nel 2015, il titolo di Patrimonio dell’UNESCO.

Famoso per il suo splendido Duomo costruito nel XII secolo in stile arabo-normanno, incanta con i suoi 6.240 metri quadrati ricoperti dai più grandi cicli di mosaici su sfondo oro del mondo, i quali raccontano e rappresentano storie bibliche e la vita di Cristo.

Ciò che ci lascerà senza parole è la bellezza del Cristo Pantocratore, che illumina l’abside attraverso i suoi piccoli mosaici colorati.

Quindi incontreremo Cefalù, incantevole borgo sul mare nei dintorni di Palermo, che offre un mix perfetto di bellezze naturali, di arte e di cultura.

La via parallela al mare, circondata dalle case, conduce al lavatoio Medievale, accessibile tramite una breve scalinata.

Questo antico lavatoio pubblico era suddiviso in tre gradini di vasche, utilizzate per lavare e risciacquare i panni. Si cunta che le acque provenissero dal fiume Cefalino, considerate pure e leggendarie come le lacrime di una ninfa disperata.

Oltre il lavatoio, si arriva a Porta Pescara, e da qui passando per Piazza Marina, arriveremo al molo del porto vecchio.

La via principale di Cefalù è Corso Ruggero, che ci condurrà alla piazza del municipio, dove si erge il Duomo di Cefalù o Cattedrale della Trasfigurazione, fondato da re Ruggero II d’Altavilla nel 1131.

Questi è caratterizzato da grandi torri sulla facciata e dall’antico mosaico in oro del Cristo Pantocratore.

Questo sito d’inestimabile valore rappresenta un punto d’incontro tra diverse culture e fa parte dell’itinerario arabo-normanno dell’UNESCO.

Poi ancora Bagheria, che ha dato i natali al poeta dialettale Ignazio Buttitta, al pittore Renato Guttuso e al regista premio Oscar Giuseppe Tornatore e che ci porterà indietro nel tempo, grazie alle sue famose ville e ai palazzi barocchi settecenteschi, che testimoniano il passato sontuoso della nobiltà siciliana.

Il primo fra questi è il suggestivo Palazzo Butera-Branciforti, costruito per volontà di Giuseppe Branciforti nel 1658.

L’edificio, in stile neoclassico, richiama l’aspetto di un castello medievale con la sua struttura imponente, circondata da mura e torri di guardia.

Il castello presenta due ampie scalinate, cortili interni e piccole abitazioni per servitori o scuderie. All’interno si possono ammirare affreschi, una sala dell’orologio e una collezione d’armi.

Sontuosa dimora ottocentesca dedicata a Renato Guttuso, che nel corso degli anni ha donato molte delle sue opere al comune di Bagheria è Villa Cattolica, al cui interno si trova il Museo Renato Guttuso, che ospita il monumentale sarcofago del pittore e opere di altri artisti.

Costruita nel XVII secolo per volere del principe Gravina di Palagonia è Villa Palagonia.

Offre sorprese come il Salone degli Specchi al piano superiore e una serie di affascinanti statue che raffigurano animali e figure deformi.

Per questo motivo, il sito è conosciuto come la “Villa dei Mostri”, descrizione riportata anche dal nostro compagno di viaggio Johann von Goethe nel suo lavoro “Viaggio in Italia”.

Ed in ultimo la piccola Barcellona, Borgo Parrini a Partinico. E’ un luogo davvero unico in cui è semplice perdersi nella bellezza delle casette colorate, vicoletti, murales e mosaici che adornano ogni angolo.

Si tratta di un pittoresco borgo che riprende lo stile degli edifici di Barcellona creati da Gaudì.

Presto lasceremo il nostro compagno di viaggio tedesco al porto di Palermo, la maestosa capitale della Sicilia.

 

 

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