Balarm: crogiuolo di ingegneria, economia e arte!

Dopo la conquista romana nel 254 a.C. e la fine della prima guerra punica, Palermo (all’epoca Panormus) divenne parte della prima provincia romana.
Perse lo status di roccaforte cartaginese ma mantenne un ruolo chiave nel Mediterraneo, trasformandosi in una città fiorita e strategicamente fondamentale per l’economia di Roma.
Inizialmente sottomessa e privata dell’indipendenza, la città ottenne in seguito lo status di citta’ libera dal pagamento di tributi diretti.
Il suo territorio fu riconfigurato, favorendo l’agricoltura estiva e la nascita dei primi grandi latifondi. La città divenne uno dei principali porti d’imbarco del grano siciliano diretto a Roma.
L’impianto fenicio-punico (con il Cassaro e l’attuale Corso Vittorio Emanuele) venne mantenuto e ampliato dai romani, che dotarono la città di edifici pubblici, templi e abitazioni patrizie (domus), come quelle emerse nella zona di Villa Bonanno.
A testimonianza di questo periodo storico, rimangono oggi nei sotterranei della città resti di abitazioni i cui mosaici, come il celebre “mosaico delle stagioni”, sono oggi conservati ed esposti all’interno del Museo Archeologico Regionale Antonino Salinas.
Passeggiando per la Al Ziz -la splendinda- è possibile visitare i suoi innumerovoli Musei, oltre 40 istituzioni museali, tra gallerie d’arte, collezioni storiche, siti archeologici e musei scientifici, magnifici scrigni che contengono reperti di epoca preistorica, punico- romana, bizantina, normanna…
Impossibili nominarli tutti: Museo del Mare – Arsenale di Palermo; Museo d’Arte Islamica; Museo del Risorgimento “Vittorio Emanuele Orlando”; Museo della Ceramica Florio e delle Arti Decorative; Museo delle maioliche Stanze al Genio; Museo di Paleontologia “Gemmellaro”; Museo Diocesano; Museo Internazionale delle Marionette “A. Pasqualino” (M.I.M.A.); Albergo delle Povere; Palazzo Bonocore Museo Multimediale.
A tali musei o siti istituzionali si aggiungono gli imperdibili palazzi della nobiltà cittadina su cui ritorneremo.
Visitare Palermo è complicato per il turista, perché bisogna scegliere tra le epoche storiche: fenicia- la punico-romana, l’araba romana, la bizantina, la normanna, la borbonica, la zona della città e cosa si vuol vedere se sacro o profano.
Del resto dopo la caduta dell’Impero Romano e la breve parentesi bizantina, la città fu conquistata nell’831 d.C. dai musulmani, che spostarono la capitale dell’isola da Siracusa a Palermo, ribattezzandola Balarm.
Questa divenne una città cosmopolita e la seconda più popolosa del mondo islamico dopo Costantinopoli, oltre che multiculturale e multiconfessionale.
Sotto il dominio islamico durato due secoli, la città fu un grande faro di cultura, di commercio e di tolleranza religiosa.
La sua popolazione contava tra i 100.000 e i 300.000 abitanti e si stima ospitasse oltre 300 moschee.
Anche nell’economia gli arabi apportarono ricchezza trasformando l’agricoltura locale attraverso l’introduzione di tecniche di irrigazione avanzate e di nuove colture (agrumi, la canna da zucchero, il cotone e il pistacchio).
Anche se non rimangono edifici religiosi intatti risalenti direttamente a quel periodo, l’impronta musulmana è indelebile nella cultura e nel territorio palermitano.
Molti quartieri e luoghi hanno mantenuto nomi di origine araba come la Kalsa e la Zisa.
Gli arabi hanno introdotto o ampliato i qanat, ingegnosi canali sotterranei per convogliare l’acqua in città e nelle campagne.
Anche nel cibo specie nella pasticceria ritroviamo la scuola araba: la cassata e i dolci a base di ricotta e mandorle affondano le radici in questo periodo.
Il dominio arabo terminò nel 1072 con l’arrivo dei Normanni, che seppero unire la raffinatezza e le conoscenze islamiche alle loro tradizioni, dando vita allo straordinario stile arabo-normanno visibile in monumenti come la Cappella Palatina, la Cattedrale e San Giovanni degli Eremiti.
Dal periodo arabo-normanno in poi visiteremo il resto della capitale…

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