Per molti il mare è sinonimo di estate e spensieratezza. Per Orazio Vadalà rappresenta molto di più: è il luogo in cui ritrova autonomia, libertà e la possibilità di vivere appieno la sua più grande passione, la subacquea con autorespiratore. Sott’acqua le differenze si attenuano, i limiti sembrano dissolversi e ciò che conta è la capacità di muoversi in un ambiente che restituisce leggerezza.
Il vero ostacolo, paradossalmente, non è il mare ma raggiungerlo. A impedire l’accesso alla spiaggia non è la sua disabilità, bensì una barriera architettonica che continua a limitare un diritto fondamentale.
Già nel 2023 l’Associazione Sportiva Marlin Club aveva presentato al Comune di Messina una richiesta, regolarmente protocollata, per realizzare uno scivolo o una pedana in grado di superare le scale presenti all’accesso alla spiaggia, in prossimità della sede dell’associazione. Un intervento semplice, pensato per rendere quell’area realmente accessibile.
Oggi, nel pieno della stagione estiva, quella richiesta torna di stretta attualità. Non perché riguardi esclusivamente Orazio Vadalà, ma perché interessa una platea molto più ampia: persone con disabilità, anziani, cittadini con ridotta mobilità temporanea, famiglie con passeggini e chiunque possa incontrare difficoltà nel superare una barriera fisica.
La sua battaglia, infatti, non nasce da un’esigenza personale, ma dalla convinzione che l’accessibilità sia un diritto collettivo e che gli spazi pubblici debbano poter essere fruiti da tutti, senza distinzioni e senza la necessità di dipendere dall’aiuto di altre persone.
In un periodo dell’anno in cui il mare diventa il cuore della vita cittadina, l’assenza di un’infrastruttura capace di garantire un accesso autonomo assume un valore ancora più significativo. Perché l’inclusione non si realizza soltanto attraverso principi e dichiarazioni, ma con interventi concreti che permettono a ciascuno di vivere gli stessi luoghi con pari dignità.
Per Orazio il mare resta il simbolo della libertà. E la richiesta di abbattere quella barriera non riguarda soltanto un accesso alla spiaggia, ma il diritto di ogni persona a sentirsi parte della comunità, senza ostacoli che potrebbero e dovrebbero essere rimossi.
Il mare come libertà: quando una barriera architettonica diventa una barriera ai diritti
