Da una richiesta concreta a una risposta altrettanto concreta. A Messina è stata installata la pedana che consente un accesso più agevole alla spiaggia, un intervento che restituisce a tante persone la possibilità di vivere il mare in autonomia. Non una semplice opera pubblica, ma il riconoscimento di un diritto che riguarda l’intera comunità.
Per mesi Orazio Vadalà ha portato avanti una battaglia che non ha mai considerato personale. Ai microfoni della nostra redazione aveva raccontato le difficoltà incontrate per raggiungere il mare, lanciando un appello affinché venisse realizzata una pedana capace di garantire un accesso autonomo alla spiaggia. Una richiesta che nasceva dalla consapevolezza che quel problema non riguardasse soltanto lui, ma anche le persone con disabilità, gli anziani, le famiglie con passeggini e quanti, per qualsiasi motivo, hanno difficoltà di movimento.

Oggi quella pedana è finalmente una realtà e rappresenta un passo concreto verso una Messina sempre più inclusiva nei fatti. Per Orazio, che nel mare trova uno spazio di libertà e pratica con passione la subacquea con autorespiratore, significa poter raggiungere la spiaggia con maggiore autonomia. Ma il valore di questa installazione va ben oltre la sua esperienza personale.
Quella pedana, infatti, restituisce un diritto a un’intera comunità. Perché l’accessibilità non è un privilegio concesso a qualcuno, ma una condizione indispensabile affinché ogni cittadino possa vivere gli spazi pubblici senza ostacoli.
La soddisfazione per il risultato raggiunto è accompagnata dalla consapevolezza che l’inclusione si costruisce con azioni concrete. A volte basta un intervento semplice per migliorare la qualità della vita di tante persone e dimostrare che abbattere una barriera significa rendere una città più giusta, più accogliente e davvero accessibile.
Il mare è di tutti. E da oggi, per qualcuno, raggiungerlo è finalmente un po’ più semplice.
