Privacy e piccole imprese, Francesco Giorgianni (Azione Messina): «La tutela dei dati è una questione di fiducia»

La privacy non è un tema che riguarda soltanto le grandi aziende o le multinazionali del web. Al contrario, coinvolge sempre più da vicino anche le piccole imprese, chiamate ogni giorno a gestire dati personali attraverso strumenti di uso quotidiano come smartphone, social network, WhatsApp e sistemi di videosorveglianza.

 

A richiamare l’attenzione sull’argomento è Francesco Giorgianni, referente tematico per l’Innovazione digitale di Azione Messina, che evidenzia come la protezione dei dati personali rappresenti oggi un elemento imprescindibile della professionalità di qualsiasi attività economica.

 

«In molte piccole imprese – spiega Giorgianni – la privacy entra in gioco molto prima di un contratto o di un software gestionale. Basta pensare a un cliente che invia su WhatsApp la foto di un guasto per richiedere un preventivo, a un commerciante che pubblica sui social il risultato di un lavoro o a una struttura ricettiva che acquisisce i documenti degli ospiti. Sono gesti quotidiani che comportano il trattamento di dati personali».

 

Secondo il referente di Azione Messina, il Regolamento europeo sulla protezione dei dati (GDPR) non vieta l’utilizzo di strumenti come WhatsApp, Facebook, Instagram o delle telecamere di videosorveglianza. Ciò che conta è utilizzarli nel rispetto delle regole.

 

Una fotografia inviata da un cliente, ad esempio, non può essere trasformata automaticamente in materiale promozionale se contiene elementi che rendono identificabile una persona, come il volto, una targa, l’interno di un’abitazione o altri dettagli riconoscibili. Lo stesso principio vale per la pubblicazione delle recensioni: è buona prassi oscurare cognomi, immagini del profilo e altri dati non indispensabili.

 

Altro aspetto centrale riguarda l’utilizzo dello smartphone aziendale, che nelle microimprese coincide spesso con quello personale del titolare. Conversazioni, preventivi, fotografie, documenti e dati dei clienti finiscono così concentrati in un unico dispositivo. Per ridurre i rischi, sottolinea Giorgianni, sono sufficienti alcune semplici precauzioni, come l’utilizzo di un codice di sblocco, password robuste, backup periodici e una corretta gestione dell’accesso ai dati.

 

Particolare attenzione deve essere riservata anche ai sistemi di videosorveglianza. La loro installazione può essere pienamente legittima per finalità di sicurezza, ma deve rispettare precise condizioni: informare adeguatamente gli interessati, limitare i tempi di conservazione delle immagini e garantire un utilizzo conforme alla normativa.

 

Il GDPR, ricorda Giorgianni, impone che i dati personali siano trattati in maniera corretta, trasparente e limitata allo stretto necessario, prevedendo inoltre adeguate misure di sicurezza e specifici obblighi informativi. Le sanzioni possono essere molto elevate, ma per le piccole imprese il rischio più frequente resta quello di reclami da parte dei clienti, contestazioni sulla pubblicazione di immagini, perdita di dispositivi contenenti dati o utilizzo improprio delle informazioni raccolte.

 

«La privacy quotidiana – conclude Francesco Giorgianni – non è fatta soltanto di moduli o adempimenti burocratici, ma soprattutto di comportamenti. Chiedere il consenso prima di pubblicare una foto, proteggere le chat di lavoro, installare correttamente una telecamera e verificare che un cliente abbia realmente acconsentito a ricevere comunicazioni commerciali significa tutelare un rapporto di fiducia. E oggi la fiducia rappresenta uno degli elementi fondamentali della professionalità di un’impresa».

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