Formazione professionale in Sicilia: tra crac finanziari, bufera assunzioni e il caos dell’Avviso 33

Il divario tra gli annunci trionfali di palazzo dei normanni e la realtà vissuta quotidianamente da migliaia di lavoratori e studenti della formazione professionale siciliana continua ad allargarsi.

Il comparto attraversa una delle fasi più complesse degli ultimi anni, segnato dal susseguirsi di procedimenti giudiziari, dissesti finanziari milionari e continui stop-and-go amministrativi che mettono a rischio l’avvio del prossimo anno formativo.

Dopo il caso CERF oggi in liquidazione giudiziale (n.26/2026) per dissesto determinato da un’esposizione debitoria complessiva pari a quasi 10 milioni di euro nei confronti dei dipendenti, dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS.

Vicenda che ha riacceso i riflettori sui meccanismi di vigilanza e controllo della Regione Siciliana: lavoratori rimasti senza stipendio per anni e contributi previdenziali non versati, lasciano aperti interrogativi sul ruolo degli organi preposti al monitoraggio degli enti accreditati prima che i dissesti diventino irreversibili.

I contratti al CEFPAS sotto la lente

Al dissesto degli enti storici si affiancano le polemiche sulla gestione delle risorse negli istituti controllati.

Tra queste, i riflettori della stampa e delle forze politiche si sono accesi sulle 75 collaborazioni coordinate e continuative (co.co.co) conferite in un ristretto arco temporale dal CEFPAS di Caltanissetta (Centro per la formazione permanente del personale sanitario) sotto la guida della direzione uscente.

Incarichi bimestrali con compensi superiori a 6 mila euro che hanno sollevato perplessità sulle priorità di spesa e sulle modalità di reclutamento in un comparto caratterizzato da continue strette di bilancio.

E ora il rebus dell’Avviso 33 e la spaccatura tra enti e sindacati

A complicare ulteriormente il quadro operativo è intervenuto il congelamento dell’Avviso 33 relativo all’Obbligo Formativo (IeFP), un bando cruciale che copre quasi la metà dei corsi destinati ai minori a rischio dispersione scolastica.

Lo stop ha reso necessario un vertice urgente tra il Presidente della Regione Renato Schifani e l’Assessore all’Istruzione e Formazione Professionale Mimmo Turano.

La motivazione ufficiale dell’Assessorato risiede nella volontà di aggiornare e potenziare il bando con maggiori risorse per finanziare un numero più elevato di classi.

Tuttavia, la decisione ha innescato una dura frizione all’interno della categoria: da un lato Assofor, dall’altro il cartello composto dalle restanti sigle datoriali e dai sindacati confederali.

Questi ultimi denunciano il pericolo concreto che i tempi tecnici di ripubblicazione, ricezione delle istanze e valutazione delle graduatorie facciano slittare l’avvio delle lezioni dell’anno 2026/2027, con ricadute dirette sull’abbandono scolastico e sulla tenuta occupazionale degli operatori.

Di fronte a debiti contributivi, liquidazioni e disservizi, torna al centro del dibattito la questione della responsabilità istituzionale.

Al momento la normativa vigente limita l’azione diretta di rivalsa economica dei dipendenti verso l’amministrazione regionale, rimandando le tutele all’insinuazione al passivo e al Fondo di Garanzia INPS, mentre l’azione per omessa vigilanza richiede un altro percorso giudiziario.

Sul piano politico, le opposizioni all’Assemblea Regionale Siciliana stanno proponendo atti ispettivi quali: interrogazioni, mozioni o richieste di audizione in V Commissione Lavoro e Formazione, chiedendo conto dei tempi di erogazione delle risorse e della revisione dei controlli?

Senza un cambio di passo nella programmazione e una governance rigorosa, la formazione professionale nell’Isola rischia di confermarsi un terreno di promesse disattese a scapito del futuro dei giovani e della dignità del lavoro.

di enti e dipendenti e relative famiglie?

Tante domande ma al momento una sola risposta in Sicilia la formazione regionale è una fucina di investimenti persi!!!

 

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