La tradizione, quando è vera, non ha bisogno di confini. Ha bisogno di persone capaci di riconoscerla, custodirla e soprattutto di farla vivere.
È questo lo spirito che accompagna “Folklore in Festa – Premio Amicizia”, giunto alla quinta edizione, un appuntamento che porta a Messina suoni, colori, danze e culture diverse, mettendo idealmente in dialogo la Sicilia con il mondo.
Dall’Italia alla Costa Rica, dalla Colombia al Cile: linguaggi differenti, ma la stessa voglia di raccontarsi attraverso il folklore. Al centro, il lavoro del gruppo folklorico La Madonnina e di una realtà come I Cantustrittu, impegnata nella valorizzazione dei suoni e delle tradizioni siciliane.
Ma la serata ha regalato anche una sorpresa che ha avuto un sapore tutto messinese.
I Cantustrittu hanno chiamato sul palco l’assessore alla Cultura Enzo Caruso.
Non per un saluto istituzionale, ma per riprendere un microfono che Caruso conosce bene. E per tornare a cantare “Fiore di Roccia”, un brano legato alla sua storia musicale e che per molto tempo ha fatto parte anche del repertorio del gruppo. Il brano è inoltre documentato nel repertorio dei Truvatura.
Una sorpresa che ha riportato per qualche minuto l’assessore alla sua dimensione artistica, quella che racconta una sensibilità per la musica e per le espressioni culturali maturata ben prima dell’impegno istituzionale.
E allora quel palco ha finito per raccontare qualcosa che va oltre lo spettacolo: la cultura non è soltanto ciò che si organizza o si sostiene. È anche ciò che si è vissuto, amato e, qualche volta, torna a chiedere di essere cantato.
Per una sera, dunque, nessuna distanza tra il palco e chi lo sostiene, tra il ruolo pubblico e la storia personale. Solo una canzone, una vecchia appartenenza e la sorpresa di ritrovarla, ancora una volta, davanti al pubblico.
E forse è proprio questo il senso più autentico del folklore: non conservare il passato, ma permettergli di tornare vivo.
Folklore in Festa, Messina incontra il mondo nel segno della tradizione
