Maria Costa, la voce eterna dello Stretto: il ricordo dell’artista messinese

Ci sono anime che nascono già intrecciate alla terra e al mare che le ospitano, fino a diventarne il respiro più puro e autentico. Nata a Messina il 15 dicembre 1926 e scomparsa il 7 settembre 2016, Maria Costa ha rappresentato per novant’anni l’incarnazione lirica dello Stretto. La sua storia affonda le radici nel rione Case Basse ne villaggio  di Paradiso, dove fin dall’infanzia ha assorbito il profumo del mare, il lavoro dei pescatori e la memoria di una città ferita, trasformando ogni frammento di quotidianità nell’ispirazione di una vita intera.

Oggi, 7 settembre, ricorre l’anniversario della sua morte, un momento fondamentale per celebrare la grandezza artistica e la straordinaria sensibilità di una donna che ha fatto della parola la propria ragione d’essere. La capacità espressiva di Maria Costa risiedeva nell’innata abilità di unire il racconto popolare alla forza prorompente del verso poetico. Autodidatta, vulcanica, dotata di una teatralità naturale che incantava chiunque la ascoltasse declamare nella sua lingua madre, cantava i miti della sua terra, le fatiche della gente comune e la bellezza drammatica del paesaggio. La sua era una forza viscerale, capace di toccare le corde più intime dell’animo grazie a una profonda empatia per gli ultimi e a un amore incondizionato per le proprie radici.

I prestigiosi riconoscimenti, tra cui l’iscrizione nel registro dei Tesori Umani Viventi della Regione Sicilia, non hanno mai scalfito la sua umiltà e autenticità. Dalla nascita fino agli ultimi giorni, Maria Costa è rimasta la custode fiera e fiduciosa di un patrimonio culturale fatto di memoria, sguardi e dignità. Ricordarla oggi significa rendere omaggio a una vita interamente dedicata all’arte, continuando a guardare il mare di Messina con la stessa meraviglia, la stessa passione e lo stesso rispetto che hanno reso la sua voce un dono immortale per la città e per l’intera comunità.

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